Menu Principale

 Home-Page
 Osservatorio
 Epistemologia della Rete
 Culture Digitali
 Segnalazioni
 Risorse

Accedi

Visitatori collegati

Registrati: Non registrati: 3

Cerca nel blog


Archivio

Anno 2010 Anno 2009 Anno 2008 Anno 2007

Blog-rolling

Syndicate

W3C Validator

Valid XHTML 1.0!

Valid CSS!

Il libro contemporaneo, gli ebooks ed altre storie

Presentazione del libro di Giuseppe Vitiello, Il libro contemporaneo, Editrice Bibliografica, 2009

La mia presentazione si articolerà in due parti. La prima – semiseria – potrei definirla una “analisi percettiva del libro“ che inizia il giorno in cui mi sono ritrovata il libro fra le mani e finisce quando mi sono ritrovata al suo posto un altro tipo di supporto.
La seconda parte, meno personale, nasce da un punto di domanda sul futuro del libro in questa fase di transizione al digitale.

Veniamo al primo punto. Ho aderito volentieri all’invito del preside a presentare il libro di Giuseppe Vitiello. Il titolo evocava in me molte suggestioni di cui dopo dirò più approfonditamente.
Sono passata a ritirare la copia dall’ufficio del preside e la prima cosa a cui ho pensato – ad alta voce – nel vederlo è che mi sembrava un libro impegnativo che meritava una lettura attenta e che quindi avrebbe richiesto più tempo di quel che avevo a disposizione per leggerlo. Da subito mi è sembrato un libro importante, prezioso: rilegatura in brossura, carta pregiata, profumo di inchiostro fresco, un libro di peso e spessore. Il libro nella sua qualità di supporto – con  tutte le sue caratteristiche – mi trasmetteva autorevolezza e rispetto. Ed anche un senso di responsabilità verso un dono così ricercato. Rifletto dunque sul rapporto fra autore e lettore, e sulla natura del legame che li tiene insieme: il primo immagina il lettore che sarà: ne interpreta le aspettative, i bisogni, i gusti. Il secondo immagina l’autore che è stato: la sua capacità di immedesimarsi nel lettore, di interpretarne le aspettative, di soddisfarne i bisogni ed i gusti. Ogni libro è in realtà una storia doppia, e, forse, anche tripla, quando il lettore è anche il critico che ne dovrà parlare.

Strada facendo mi chiedo da quanti anni non vedevo più un libro così. In autobus, prendo a sfogliarlo, ad osservarne le diverse parti: indice esaustivo e ben organizzato, apparati, bibliografia nutrita e stimolante, perfino l’indice analitico ha questo libro! Un lusso.
Inizio a leggere e mi sorprendo nel constatare che il libro nella sua qualità di opera, non tradisce le aspettative anzi, non solo le conferma, ma mi colpisce l’approccio olistico utilizzato che non si limita all’analisi del libro ma di ogni aspetto del suo ciclo di produzione, mostrando quanto il libro sia un oggetto culturale dotato di un certo grado di resilienza: resiste agli urti, all’usura e si adatta alle diverse condizioni d’uso, nel corso dei secoli.

L’opera è stata dunque scritta pensando ad almeno tre tipi di lettori:

• l’erudito, per cui l’opera è una storia culturale del libro
• lo specialista, per cui l’opera è un’analisi politico-economica di un comparto industriale in profonda trasformazione. Infine,
• l’operatore, per cui l’opera si configura come un vero e proprio manuale di studio ed approfondimento disciplinare.
Continua »

Evviva il populismo e la libertà

All’insegna dell’inciucio e del disgelo vanno lentamente chiudendosi le attività politiche del 2009. Il perdono a Tartaglia e la telefonata al Presidente della Repubblica dominano la scena della cronaca politica di questi ultimi giorni, almeno per quanto riguarda l’agenda setting dei quotidiani nazionali. Ma basta fare una piccola ricerca che sovrappone dichiarazioni, mozioni e sondaggi ed ecco che appare sullo sfondo di questo dialogo politico di fine anno una complessa quanto mai celata situazione da “nastro di partenza” di una battaglia politica feroce che si scaneterà nel 2010.
In particolare, vorrei ragionare su tre questioni politiche. La prima locale e che riguarda la mozione di sfiducia del sindaco Iervolino, passata mediaticamente in sordina. La seconda regionale e vede in Emiliano e Vendola i protagonisti della soap politica “Questione Puglia”. La terza si posa su Ferrero e le dichiarazioni di chiusura 2009 rivolte alla coalizione di centro sinistra e in particolare all’UDC di Casini.
Cominciamo con quello che è accaduto al comune di Napoli qualche giorno fa. Continua »

Le 10 dichiarazioni politiche del 2009 scelte da Politicaonline

Qualcuno l’ha chiamata “Dichiarazia“, altri “Comunicrazia“, qualcuno lo fa per professione, altri perchè è l’unico metodo per poter occupare la scena mediatica. Eppure i sound-bites, la dichiarazione ad effetto, la boutade politica sono ormai il pane quotidiano di qualsiasi lettore delle news politiche. Negli ultimi mesi poi l’effetto si è addirittura allargato fino a inondare anche le pagine dei social network, tanto amati e tanto odiati in questi giorni. Sempre più brevi, sempre più provocatorie, sempre più studiate, sempre più discusse e dibattute le “dichiarazioni” sono ormai i topics delle agende politiche dei quotidiani e disegnano i frames entro i quali dirigere le proprie riflessioni. Siano essi i bar o le reti sociali virtuali, siano esse le discussioni domenicali di famiglia o quelle fatte nelle trasmissioni televisive devote alla cronaca politica la dichiarazione diviene sempre di più espressione dell’esserci in politica. Continua »

L’attacco agli equilibri istituzionali e l’attacco a Berlusconi

Gli eventi degli ultimi giorni hanno messo a nudo il fragile equilibrio esistente tra i poteri istituzionali che reggono il nostro Paese. Proviamo ad immagine però quale sarebbe potuto essere il tema dominante nel dibattito pubblico il giorno seguente il comizio del Presidente del Consiglio, comizio tenutosi sabato scorso in Piazza del Duomo a Milano, se la folle mano di uno squinternato non avesse colpito – ferendolo al volto – il capo del governo. Forse, se non fosse accaduto nulla dopo il comizio, in questi giorni si sarebbe dibattuto dell’ennesimo attacco ai già precari equilibri istituzionali del nostro Paese. L’attacco milanese segue una vera è propria filippica di Berlusconi messa in scena durante la convention del PPE a Bonn. Sia a Bonn che a Milano, il Cavaliere ha colto l’occasione per sferrare un affondo a quei contrappesi istituzionali che dovrebbero rappresentare l’unico vero argine al sovraccarico di potere che gravita nell’orbita dell’esecutivo. Questo in sintesi il succo dei due affondi di Berlusconi. La quarta carica dello Stato – è il caso di ricordare qual è la gerarchia istituzionale ancora vigente – settimana dopo settimana pare prepararsi il campo per una possibile revisione istituzionale in senso presidenziale, revisione che dovrebbe passare da una profonda riforma costituzionale. Preparazione alla “riforma” che ha necessariamente bisogno della delegittimazione del presidente della Repubblica (questa è la prima carica dello stato) accusato di essere di parte: Napolitano è un uomo della sinistra; e, pare che sia stato preceduto da altri due famosi italici rappresentati del bolscevismo internazionale: Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi. Continua »

Comunicare la città


Trovi altri video come questi su Comunicare la città

Nell’ambito dell’incontro internazionale dell’Aislo (Associazione Italiana per lo Sviluppo Locale) tenutosi a Napoli nella ormai imponente cornice di “Città della Scienza”  si è svolto il Laboratorio 9 “Comunicare la città“, organizzato e presieduto da Pasquale Popolizio e che ha visto la partecipazione di persone del calibro di Alessio Cartocci (Responsabile Ricerca IWA), Alessandro Mazzu (Responsabile Napoli 2.0 – Network Professionisti), Elisabetta Benesatto (Responsabile campana ComPubblica), Antonio Prigiobbo, Massimo Mattone (Edizioni Master) e tra i quali anche un folto gruppo di studenti del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale del dipartimento di Sociologia della Federico II di Napoli. Continua »

No B-Day. Dall’antipartitismo digitale alle piazze con i partiti

Il No B-Day. La prima manifestazione interamente coordinata ed organizzata in rete, almeno sulla carta. Più di 350.000 persone “tinte” di viola si sono riversate sulle strade di Roma. Da Piazza della Repubblica a Piazza S. Giovanni una fiumata di donne, uomini e carri allegorici chiedono le dimissioni del Presidente del Consiglio. Ma qualche domanda sulle origini e le finalità del movimento (se così lo si può definire) vale la pena porsela.
Innanzitutto, chi sono i No B-Day?
Possiamo dire che il movimento del No B-Day è un po’ di tutto. Il movimento nato ufficialmente oggi, 5 Dicembre, ha in sé diversi strati del sistema sociale ed economico italiano. Vi sono liceali e studenti universitari reduci delle manifestazioni del No alla Gelmini, militanti di Rifondazione, di Italia dei Valori, del PD, spezzoni distaccati dei sindacati, impiegati e operai, medici e infermieri, ricercatori universitari e professori ordinari, precari, casalighe, grillini, girotondini e firmatari dell’appello di Roberto Saviano. Insomma, un pot-pourri ben organizzato.
Cosa vogliono con il No B-Day? Continua »

Drammatizzazione, semplificazione e personalizzazione

tratto da Il Principe democratico. La leadership nelle democrazie contemporanee. di Sergio Fabbrini, Editori Laterza, pp. 116-120

Non esistono eventi o fatti politci che possono prescindere dall’osservatore che li interpreta: la politica, per sua natura, è iperreale, cioè strettamente dipendente dal punto di vista di chi la interpreta. La politica non esiste nella sua oggettività, ma è sempre costruzione artificiosa, interpretazione soggettiva, rappresentazione a partire da un punto di vista. La politica è dunque spettacolo, e in quanto tale (cioè in quanto spettacolo politico) è interamente feticista. Gli eventi politici che popolano lo scenario pubblico sono creazioni di osservatori autonomizzate rispetto ai loro creatori, e che quindi finiscono per mistificare la coscienza di questi ultimi, oltre che per dominare i loro comportamenti. La politica è al suo cuore, dunque, feticismo, ed è proprio nell’epoca delle comunicazioni di massa che questa sua natura può rendersi evidente nel modo più inequivocabile. [...] lo spettacolo politico è reso possibile dalla ibernazione della cittadinanza divenuta passiva, ovvero «che viene attivata nella sua estranietà». Continua »

Saviano, l’appello e la Mondadori

Paese strano il nostro. Se volessimo elencarne i difetti non basterebbero mesi, anni. Dal sistema elettorale ai servizi deviati, dallo svilimento della rappresentatività dei sindacati a quella del parlamento, dalla credibilità dei politici alla criminalità organizzata. Si, la criminalità organizzata. Per me che sono campano, napoletano, è quasi una ossessione. Come lo è stata per Roberto Saviano, giovane scrittore ormai noto alla cronache, che con Gomorra, libro sul potere economico del gruppo camorristico casalese, ha fatto sì che si accendessero luci nuove sulla situazione campana e che anche la casalinga di Voghera e il morettiano pastore abruzzese conoscessero come funziona il sistema culturale ed economico del feroce gruppo criminale casertano. Per questo libro Saviano ha avuto minacce di morte e ora, come in molti sanno, vive sotto scorta. Saviano ha la mia età e vivere a trent’anni con l’ombra della morte è terribile. Saviano ha tutto il mio appoggio, anche non condividendone l’approccio ed essendo critico verso alcuni suoi articoli apparsi su Repubblica, posso però dire di essere solidale verso la sua personale guerra civile. Saviano ha oggi un ruolo culturale e civile importante e che grava sulla sua persona e al quale, purtroppo, ogni giorno deve dare credito. Saviano ha pubblicato il suo testo in più di venti lingue diverse, venduto milioni di copie. Molti nobel si sono mossi per difendere la libertà di parola in Italia e affinché  il giovane scrittore venisse protetto adeguatamente dalle minacce di morte ricevute. Continua »

1989-2009

Immagine anteprima YouTube

Avevo 12 anni, ho pochi e sbiaditi ricordi, qualche immagine sfuocata, qualche piccone lanciato verso il muro, bottiglie che venivano stappate, gente che dai pezzi di muro rimasti salutava alle telecamere con un sorriso inedito, quello della liberazione, quello del cambiamento. Restano nella mia mente le tante discussioni sulla questione “muro di berlino” fatte tra mio padre e mia madre. Le ricordo cariche di speranza e di aspettative, oggi per lo più rilevatesi illusioni. Ricordo i pezzi di muro staccati con le mani, i soldati inermi che assistevano all’esodo dall’est verso l’ovest. Ricordo il mio professore di italiano delle medie che cercava di farci comprendere la portata storica del momento, noi lo guardavamo senza comprendere il perchè – mentre ci spiegava cosa stesse succedendo nel mondo – gli brillavano gli occhi come non mai.
Per molti era davvero la fine della storia.

Democrazia Live: servizio pubblico al servizio della democrazia

Le democrazie stanno vivendo un forte momento di crisi. E’ una crisi che riguarda in particolar modo una forma ben precisa di democrazia: quella rappresentativa, sviluppata contestualmente alla nascita degli Stati-nazione. Crescente è il distacco maturato dall’opinione pubblica nei confronti delle istituzioni rappresentative e più in generale verso la politica. In questo contesto le nuove tecnologie emergono come una possibile soluzione per accorciare questa lontananza. Crescono di gran numero le riflessioni sulle possibili future forme che potrà assumere la democrazia. Molti studiosi iniziano a elaborare visioni di scenari postdemocratici ed è così che ogni autore azzarda ipotesi futuristiche, coniando nuovi termini, che però non hanno in sostanza molta differenza l’uno dall’altro. Che si chiami Repubblica Elettronica (K. Grossman 1995), (T. Maldonado 1999), Postdemocrazia (P. Crouch 2003), Transpolitica (V. Susca, D. De Kerckhove 2008), Tecnopolitca (S. Rodotà 2004), Media-polis (E. Fleischner 2006) – potremmo continuare con un interminabile elenco – non è ancora ben chiaro cosa ci aspetta. La democrazia si evolverà? O scomparirà del tutto per dare vita a una nuova e rivoluzionaria forma di governo? Intanto possiamo osservare un proliferare di esperimenti innovativi da parte delle amministrazioni pubbliche nell’ambito della democrazia elettronica e dell’e-government dove l’interattività resa possibile dalle nuove tecnologie permette un intervento più diretto dei cittadini nella sfera politica ed un avvicinamento verso le istituzioni. Continua »

Ultimi Commenti

arrow CATERINA (Il libro contemporaneo, gli ebooks ed altre storie): SE GLI EBOOKS SUSCITERANNO NEI GIOVANI UN MAGGIORE INTERESSE VERSO LA LETTURA CHE BEN ...
arrow Ale (Le 10 dichiarazioni politiche del 2009 scelte da Politicaonline): Ti sei dimenticato: "non sono una donna a sua disposizione" della Bindi. ...
arrow Marco Z. (Le 10 dichiarazioni politiche del 2009 scelte da Politicaonline): anche l'ultima non è male: «A tutti gli italiani che amano la libertà -ha aggiunto ...

Da non perdere

arrow Berlusconi: operazione verità. Si salvi chi può
arrow Caterina va a votare
arrow Di quando la politica diviene un incubo
arrow Drammatizzazione, semplificazione e personalizzazione
arrow Game Over
arrow I frames di queste elezioni
arrow Il calciomercato di plastica
arrow La politica delle bocce ferme
arrow La regionalizzazione della ragione
arrow Le “parole in libertà” del Signor B.
arrow PoliticaOnline uno dei “Best of the Web for Social Science”
arrow Prodi, i media e la società italiana
arrow Rivoluzioni silenziose
arrow The Anticipatory Campaign: una parabola
arrow Tutto ciò che non è formalmente illegale è legale…
arrow Un dibattito senza
arrow United 93: il primo film sull’11 settembre
arrow USA: turbolenta vigilia per il quinto anniversario dell’11/9
arrow “Non pensiamo all’elefante”

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Politicaonline.it.

E-mail

Perché questo sito?

La cultura politica odierna è affetta da un virus malevolo: mancanza di dibattito e partecipazione. Il processo democratico si è (meglio: è stato) sostanzialmente ridotto a dare deleghe in bianco, a tapparsi il naso nell'urna elettorale, o ancor peggio a far finta di nulla.
In maniera indipendente da strutture o entità di qualsiasi tipo, questo spazio vuole sfruttare l'interazione del blog per avviare un esperimento di comunicazione a più voci. Una sorta di finestra aperta sulle potenzialità odierne insite nella riappropriazione del discorso culturale politico, dentro e fuori internet - onde impedire l'ulteriore propagazione di un virus che ci ha già strappato buona parte del processo democratico.

indent Editorial Board

indent Collaboratori

Per collaborare

Proposte (serie) di collaborazione vanno inoltrate alla redazione.

Copyright e licenze

I testi di questo sito sono responsabilità e copyright dei rispettivi autori e sono coperti dalla licenza Creative Commons Attribution - NoDerivs - NonCommercial

Creative Commons Logo