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Dentro la Matrice

Da qualche mese ho imbroccato la strada della riflessione sulla natura del blog nella sua qualità di Social Software. L’ho fatto con uno sguardo pragmatico e disincantato, sull’onda delle sollecitazioni provenienti dai diversi convegni cui ho avuto modo di partecipare (Napoli, Roma).
Mi hanno particolarmente incuriosito gli aspetti epistemologici del blog e le coraggiose (e curiose) incursioni teoriche nell’etologia e nella psicologia cognitiva per spiegarne il funzionamento. Nell’etologia perché sembrerebbero risiedere lì le risposte sulle modalità di formazione dei comportamenti cosiddetti emergenti (Johnson 2002, Ito 2004) e delle dinamiche dei movimenti sciamici (swarming) e virali (mobs). Nella psicologia della mente dove si ricercano, invece, le ragioni dei modelli sistemici di funzionamento del’intelligenza che – a partire dalla Building Blocks Theory – finiscono con il concepire il sistema relazionale dei blog come una più o meno complessa Società della Mente (Minsky 1998) .

Il altri termini lo sviluppo dei cosiddetti Social Software determinerebbe di per sé la formazione di nuovi comportamenti collettivi, intelligenti, influenti.

Passato il tempo dell’esplorazione cognitiva di questo nuovo territorio, ho incominciato a ragionare sulla sua desiderabilità. Poi ho incrociato un libro. Ben esposto nelle vetrine di una libreria del corso, dal titolo piuttosto evocativo: Dentro la Matrice. Filosofia, scienza e spiritualità in Matrix (a cura di Massimilano Cappuccio, AlboVersorio 2004).

Confesso che l’ho sfogliato distrattamente sulla strada di ritorno cercando un valido motivo che giustificasse l’acquisto.

L’ho trovato in una citazione che vi riporto integralmente dal saggio, L’imperialismo del Codice di G. O. Longo:

«Di recente si è cominciato a parlare di simbiosi non più solo nell’ambito biologico, ma anche con riferimento all’ibridazione tra biologico, meccanico ed elettronico. Ciascuno di noi, più o meno circondato e invaso dalla tecnologia, sta diventando una cellula ibrida di una sorta di macroorganismo che invade tutto il globo: in modo ancora seminconsapevole ne costruiamo dall’interno il metabolismo e il sistema nervoso. Ci avviamo a diventare gli elementi costitutivi, i neuroni, gli organi, le cellule, di una creatura planetaria che si è sviluppata finora tramite i meccanismi tipici di ogni sistema complesso: l’autorganizzazione, l’autocatalisi, la coevoluzione, la simbiosi, l’emergenza. Questa creatura potrebbe diventare sede di un’intelligenza collettiva e forse di una coscienza collettiva?» (p. 153).

Sulla desiderabilità sociale di un sistema blog così inteso adesso ho le idee più chiare. E disincantate.

Riferimenti Bibliografici

Johnson, S., Emergence: The Connected Lives of Ants, Brains, Cities, and Software, Scribner 2002.
Minsky, M., The Society of Mind, Simon & Schuster; 1988.
Joicho Ito, Emergent Democracy, 2004.

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1 commento

  1. Mario ha detto:

    Il blog è una bolla d’oro in rete. Se consideriamo l’intero spazio elettronico come un corpo, possiamo distinguere il blog come la “coscienza della rete”.

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