Menu Principale

 Home-Page
 Osservatorio
 Epistemologia della Rete
 Culture Digitali
 Segnalazioni
 Risorse

Accedi

Visitatori collegati


Warning: mysql_query(): Can't connect to local MySQL server through socket '/var/lib/mysql/mysql.sock' (2) in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 12

Warning: mysql_query(): A link to the server could not be established in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 12

Warning: mysql_fetch_array() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 13

Warning: mysql_query(): Can't connect to local MySQL server through socket '/var/lib/mysql/mysql.sock' (2) in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 23

Warning: mysql_query(): A link to the server could not be established in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 23
Registrati:
Warning: mysql_query(): Can't connect to local MySQL server through socket '/var/lib/mysql/mysql.sock' (2) in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 29

Warning: mysql_query(): A link to the server could not be established in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 29

Warning: mysql_num_rows() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.politicaonline.it/home/wp-content/themes/pol/functions.php on line 30
Non registrati:

Cerca nel blog


Archivio

Blog-rolling

Syndicate

W3C Validator

Valid XHTML 1.0!

Valid CSS!

Anemia. Storia di un vampiro comunista.

Giovedì 27 ottobre alle ore 18:00 presso la libreria Feltrinelli in Piazza dei Martiri si terrà la presentazione del romanzo di Alberto Abruzzese Anemia. Storia di un vampiro comunista, Cooper, Roma, 2005. Saranno presenti l’autore insieme a docenti, intellettuali e giornalisti del tessuto napoletano (tra cui G. Frezza, S. Brancato, A. Pisanti, C. Caramiello).

Il testo mette in luce la sintomatica vicenda, consumatasi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, di un funzionario del PCI, Umberto U., che non trae più energia e giovamento dal frequentare abil-cinicamente le pareti di Botteghe Oscure: il rosso di quel modo di intendere la politica non è più in grado di accendere i suoi sogni e di suscitare la sua emozione – si è ingrigito. Le vene in cui si agita la cultura e brulicano le pressioni di una “rivoluzione” possibile sono fuori dai palazzi e dalle retoriche di partito, risiedono precisamente nella dimensione sensibile del mondo, nel corpo, nella carne e nel sangue che vi scorre dentro. Ecco perché il vampiro è il grande precursore del postmoderno, l’archetipo del cyborg nel momento in cui esso si ricongiunge con altre due figure emblematiche del nostro immaginario: il mostro e il Don Giovanni.
L’anemia è la sensazione-malattia che tutti proviamo quando ci sentiamo vuoti e intravediamo nel nostro comportamento pubblico una lacerante deviazione dai nostri istinti bassi, quando l’affascinante ombra dell’immaginario notturno aggredisce la corazza angelica delle forme diurne. Il sangue di cui abbiamo bisogno, allora, diviene il segno di una ricongiunzione erotica con l’altro e con il sé, quel sé e quell’altro ingabbiati nei paradigmi di un linguaggio-mondo, quello moderno, che sulla scia di Cartesio ha separato il corpo dall’anima e ha preferito l’astrazione della scrittura all’emozione dell’immagine.
“Ancora sempre e soltanto la sua inguaribile anemia, mal curata, sottovalutata, lasciata andare. Umberto U. tentò di negare. Poi tacque, in attesa che l’usuale recita del dottore finisse. Finì con una brusca fuga di Percivale, che tuttavia, già risucchiato dalla folla, gli gridò un’ultima sintetica raccomandazione: ‘Hai bisogno di sangue!’”
Umberto U. è una figura atipica perché porta con sé una consapevolezza – una saggezza – in genere aliena al politico e ai suoi differenti avatar. Egli ha intuito, tramite le frustrazioni della sua malattia, stordito da una mutazione che lo sta inconsciamente attraversando, ma che segretamente desidera, che la vita risiede prima e al di là del politico. Il desiderio del sangue non è altro che la metafora dell’istinto di fuggire dalle gabbie alfabetiche, razionaliste e astratte di un potere ormai svuotato di senso perché sganciato dalle piattaforme dell’abitare, dalla carne della cultura e dall’ebbrezza fantasmatica del desiderio. Il bisogno dell’altrove si incarna quindi nel vampiro, che oscilla scandalosamente tra due poli opposti eppure inseparabili: il desiderio del godimento, della jouissance e l’ombra della morte.
Nel bel mezzo di una riunione di partito, il Nostro “Si alzò, annoiato senza preavviso. Ritto dinnanzi alla larga finestra guardò il brulichio della folla fluire nelle due arterie sottostanti, che si contrastavano in un incrocio congestionato dal traffico automobilistico, senza che il ritmico scandire dei semafori potesse regolarne l’andamento bizzarro e caotico. Eppure, di anno in anno, quella crescita fisiologica di intrecci e incastri fra uomini e macchine pareva a Umberto U. sempre più dotato di un’intima quanto sconosciuta coerenza, di una sensitiva ragione, di un ritmo più profondo e sapiente”. A ben vedere si tratta precisamente della coscienza – o meglio della capacità di osservare e di far proprio il punto d’essere dell’osservato – che è mancata alla classe politica del vecchio PCI, che aveva tra le mani un’eredità fatta di sogni pulsanti e di immaginari ricchi di simboli e passioni ancor prima che di progetti e piani, di chi ha avuto la responsabilità di scucire la piazza dal palazzo e di lasciare allo spettacolo integrato la dimensione intera del politico. Umberto U. scorge e scopre – in virtù della propria trasmutazione, grazie alla fuga dal politico esperita dal suo corpo prima che dalla sua mente – che nella dimensione bassa e quotidiana dell’essere insieme c’è “Una trasmissione circolare e non più verticale di impulsi; uno scambio diffuso di informazioni piuttosto che una separazione netta tra emittenti e riceventi; una straordinaria capacità di assimilazione piuttosto che di attacco; una simbiosi continua tra produzione e consumo (…) Insomma, un governo delle cose che non si distingueva più dalle cose stesse, una fertilità psicologica disposta a rinnovarsi per partenogenesi. Un’energia affascinante e pericolosa: diveniva sempre più impossibile, di fronte ad essa, l’uso delle vecchie terminologie, dei vecchi sistemi, delle vecchie pratiche”.
Alberto Abruzzese, in un romanzo coinvolgente che la dice lunga sulla sua sensibilità mediologica, lascia trasparire un’accusa al PCI per ciò che non è stato e non ha saputo essere, e al tempo stesso gli esprime a bassa voce una sorta di rimpianto – una velata nostalgia – per non essere stato in grado di comprendere (e cavalcare?) la “rivoluzione” insita nella società dei consumi e nella cultura di massa.
Un dubbio: Siamo sicuri che le mani di un partito avrebbero potuto conservare e lasciare intatti i virus, gli istinti barbarici e gli immaginari sovversivi della società dello spettacolo oggi in grado di gemmare la carne e gli scenari inediti della cultura digitale? In altre parole: non è stato, in fondo, meglio così?
Una sensazione: Umberto U. è tutti noi, il suo desiderio di sangue e di ricongiunzione erotica con l’altro è la matrice del divenire transpolitico del mondo postmoderno – al di qua e al di là del politico.

Share!
  • Facebook
  • LinkedIn

I commenti sono disabilitati.

Ultimi Commenti

arrow Rosanna De Rosa (Con Emma, innoviamo la didattica e facciamo crescere l’Italia in Europa): Sarebbe bello se qualche insegnante di cucina, magari di qualche buon istituto alberghiero, si cimentasse ...
arrow Rosanna De Rosa (Con Emma, innoviamo la didattica e facciamo crescere l’Italia in Europa): Il progetto prevede il lancio di ulteriori MOOC a febbraio. Alcuni davvero professionalizzanti e molto ...
arrow paolo (Con Emma, innoviamo la didattica e facciamo crescere l’Italia in Europa): Ce ne saranno anche altri in futuro, o sono solo questi? ...

Da non perdere

arrow Berlusconi: operazione verità. Si salvi chi può
arrow Caterina va a votare
arrow Di quando la politica diviene un incubo
arrow Game Over
arrow I frames di queste elezioni
arrow Il calciomercato di plastica
arrow La politica delle bocce ferme
arrow La regionalizzazione della ragione
arrow Le “parole in libertà” del Signor B.
arrow PoliticaOnline uno dei “Best of the Web for Social Science”
arrow Prodi, i media e la società italiana
arrow Quel pasticciaccio brutto del sistema elettorale campano
arrow Rivoluzioni silenziose
arrow The Anticipatory Campaign: una parabola
arrow Tutto ciò che non è formalmente illegale è legale…
arrow Un dibattito senza
arrow United 93: il primo film sull’11 settembre
arrow USA: turbolenta vigilia per il quinto anniversario dell’11/9
arrow “Non pensiamo all’elefante”

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Politicaonline.it.

E-mail

Perché questo sito?

La cultura politica odierna è affetta da un virus malevolo: mancanza di dibattito e partecipazione. Il processo democratico si è (meglio: è stato) sostanzialmente ridotto a dare deleghe in bianco, a tapparsi il naso nell'urna elettorale, o ancor peggio a far finta di nulla.
In maniera indipendente da strutture o entità di qualsiasi tipo, questo spazio vuole sfruttare l'interazione del blog per avviare un esperimento di comunicazione a più voci. Una sorta di finestra aperta sulle potenzialità odierne insite nella riappropriazione del discorso culturale politico, dentro e fuori internet - onde impedire l'ulteriore propagazione di un virus che ci ha già strappato buona parte del processo democratico.

indent Editorial Board

indent Collaboratori

Per collaborare

Proposte (serie) di collaborazione vanno inoltrate alla redazione.

Copyright e licenze

I testi di questo sito sono responsabilità e copyright dei rispettivi autori e sono coperti dalla licenza Creative Commons Attribution - NoDerivs - NonCommercial

Creative Commons Logo