Menu Principale

 Home-Page
 Osservatorio
 Epistemologia della Rete
 Culture Digitali
 Segnalazioni
 Risorse

Accedi

Visitatori collegati

Registrati: Non registrati: 5

Cerca nel blog


Archivio

Anno 2010 Anno 2009 Anno 2008

Blog-rolling

Syndicate

W3C Validator

Valid XHTML 1.0!

Valid CSS!

Elezioni USA: repubblicani nei guai, tonfo di Arnold

I primi ritorni delle elezioni speciali statunitensi paiono dare nuova linfa alle speranze dei democratici. Questi si sono infatti aggiudicati le due tornate forse più prestigiose, quelle per il governatore in Virginia (51,5%) e New Jersey (53,5%). Rispetto alle quali, nonostante gli appelli dell’ultimo minuto diffusi finanche dal Presidente in carica, “non rimane che definire i risultati una grande sconfitta per i repubblicani e per Bush,” ha dichiarato il politologo Larry Sabato. Mentre il think tank conservatore American Enterprise Institute annuncia laconicamente che si tratta “di un periodo orrendo per i repubblicani,” riferendosi altresì al netto calo nei poll di Bush e alle polemiche del CIA-gate.
È vero però che nel rinnovo per i sindaci di alcune metropoli importanti, i repubblicani si confermano alla grande a New York City con Bloomberg (pur se la Big Apple rimane innegabilmente progressista) e a San Diego, contro le vittorie democratiche di Atlanta, Boston e Houston. Mentre appare particolarmente pesante la batosta, in termini di numeri e di immagine, subita da Mr. Schwarzenegger in California. Per spianarsi al strada alla riconferma nel voto del prossimo anno, Arnold aveva infatti gettato tutta la sua forza (anche economica, avendo devoluto alla campagna oltre 7 milioni di dollari propri) a sostegno di una serie di Proposition mirate sostanzialmente a “dare più potere al governatore,” come andavano ribadendo i suoi oppositori. Ma la “grande battaglia politica” lanciata da Arnold a gennaio contro le unions e i lavoratori ha suscitato l’opposizione di una variegata coalizione che includeva insegnanti e infermieri, politici e gente comune — uniti soprattutto nel sottolineare l’inutilità e lo sperpero di questa tornata elettorale speciale. Senza dimenticare, sottolinea stamane il maggior quotidiano di San Francisco, che perfino “i moderati hanno rifiutato l’agenda del governatore”.
Che si tratti davvero dei primi venti di cambiamento per il passaggio della staffetta nei vertici politici USA?

  • Print
  • Digg
  • Facebook
  • del.icio.us
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Tumblr
  • Twitter

I commenti sono disabilitati.

Ultimi Commenti

arrow lucilla (L’antilinguaggio della politica): ...si potrebbe quasi riprendere tra le mani il buon vecchio Queneau e da lì c'è ...
arrow ros (L’antilinguaggio della politica): Ottimo tema di ricerca, quello dell'antilinguaggio, coltivalo. ...
arrow Tommaso Ederoclite (Informazione Libera. Dilettantismo o populismo digitale?): Caro Antonio, la validazione e la valutazione delle fonti sono i due pesi attraverso i quali ...

Da non perdere

arrow Berlusconi: operazione verità. Si salvi chi può
arrow Caterina va a votare
arrow Di quando la politica diviene un incubo
arrow Drammatizzazione, semplificazione e personalizzazione
arrow Game Over
arrow I frames di queste elezioni
arrow Il calciomercato di plastica
arrow La politica delle bocce ferme
arrow La regionalizzazione della ragione
arrow Le “parole in libertà” del Signor B.
arrow PoliticaOnline uno dei “Best of the Web for Social Science”
arrow Prodi, i media e la società italiana
arrow Quel pasticciaccio brutto del sistema elettorale campano
arrow Rivoluzioni silenziose
arrow The Anticipatory Campaign: una parabola
arrow Tutto ciò che non è formalmente illegale è legale…
arrow Un dibattito senza
arrow United 93: il primo film sull’11 settembre
arrow USA: turbolenta vigilia per il quinto anniversario dell’11/9
arrow “Non pensiamo all’elefante”

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Politicaonline.it.

E-mail

Perché questo sito?

La cultura politica odierna è affetta da un virus malevolo: mancanza di dibattito e partecipazione. Il processo democratico si è (meglio: è stato) sostanzialmente ridotto a dare deleghe in bianco, a tapparsi il naso nell'urna elettorale, o ancor peggio a far finta di nulla.
In maniera indipendente da strutture o entità di qualsiasi tipo, questo spazio vuole sfruttare l'interazione del blog per avviare un esperimento di comunicazione a più voci. Una sorta di finestra aperta sulle potenzialità odierne insite nella riappropriazione del discorso culturale politico, dentro e fuori internet - onde impedire l'ulteriore propagazione di un virus che ci ha già strappato buona parte del processo democratico.

indent Editorial Board

indent Collaboratori

Per collaborare

Proposte (serie) di collaborazione vanno inoltrate alla redazione.

Copyright e licenze

I testi di questo sito sono responsabilità e copyright dei rispettivi autori e sono coperti dalla licenza Creative Commons Attribution - NoDerivs - NonCommercial

Creative Commons Logo