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Wireless libero e gratuito per San Giorgio a Cremano

“Emigrante? No, turista!”, era il tormentone del primo film di Massimo Troisi, in cui interpretava un meridionale on the road, intenzionato a dimostrare che dal Sud si parte non solo per fuggire ai troppi e noti problemi, ma anche solo per viaggiare.
Se Troisi potesse vedere oggi la cittadina natia—San Giorgio a Cremano, 7 km ad est del Vesuvio—la troverebbe cambiata davvero: un posto da cui non solo non fuggire, ma dove per “navigare” bastano soltanto un portatile e una scheda di rete.
Noi sangiorgesi siamo infatti i primi cittadini d’Europa ad avere un Comune interamente cablato, con una rete wireless, che consente di connetterci a Internet comodamente da casa, dall’ufficio, e anche on the road. San Giorgio a Cremano ha cioè realizzato un’iniziativa senza precedenti: sostituendo la rete dati comunale di “rame” con quella a “fibra ottica”, ha reso possibile un ampliamento quantitativo e qualitativo dei servizi offerti alla cittadinanza.

Com’è noto, il wi-fi consente la connessione a Internet mediante una scheda di rete e senza cavi, o prese, eliminando quindi la necessità di recarsi ai punti internet o ai laboratori multimediali per usufruire della connessione pubblica. Acronimo di Wireless Fidelity, il wi-fi è una tecnologia a onde radio che consente di far comunicare apparecchiature (come pc, router, palmari) senza alcun collegamento tramite cavi. La radiofrequenza trasporta qualsiasi tipo di dato e consente la navigazione online a velocità tipo ADSL, consentendo così di utilizzare tutti i tipici servizi di banda larga, come la videoconferenza, la televisione via cavo, la videosorveglianza.

Questo tipo di tecnologia viene utilizzata frequentemente negli uffici, consentendo ai computer presenti in quegli spazi la connessione automatica, ma finora non era stata ancora applicata ad un territorio cittadino (a parte alcuni progetti pilota in diverse municipalità statunitensi). I cittadini di San Giorgio si trovano quindi “coperti” dal segnale e possono accedere liberamente alla Rete, senza vincoli di luogo, orario e costi. In questo modo grazie a una serie di hot spots (le antenne che rimandano il segnale) che si stanno istallando sul territorio è possibile connettersi liberamente a Internet, realizzando davvero un presupposto di democrazia elettronica – quantomeno rispetto all’accesso. La possibilità di connessione offerta dal sistema wi-fi è al contempo un’opportunità per i cittadini e uno strumento per l’Amministrazione rispetto a iniziative di partecipazione democratica via web, come il bilancio partecipativo o le consultazioni pre-consiliari.

L’abilitazione alla libera navigazione online verrà consentita attraverso la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), già in uso alla cittadinanza perché distribuita lo scorso anno a 17000 famiglie. Tale carta è anzi il vero elemento propulsore dell’intero progetto E-cities, realizzato in collaborazione con Telecom Italia, implementato proprio dalla fase relativa a “San Giorgio wireless”. La CNS è stata approvata da un Decreto Ministeriale (9 dicembre 2004) che la definisce “Documento informatico, rilasciato da una Pubblica Amministrazione, con la finalità di identificare in rete il titolare della Carta. Utilizza un microprocessore (smart card) in grado di registrare in modo protetto le informazioni necessarie per l’identificazione in rete”.

La CNS potrebbe tuttavia diventare qualcosa di molto di più importante: uno strumento di dialogo e innovazione per l’interazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione, permettendo, ad esempio, il pagamento in Rete di tasse e tributi, funzionando come Tessera Europea per la Sanità con relativi servizi, e soprattutto attivando la partecipazione online alle attività del Comune, tra cui sondaggi elettronici e varie agevolazioni sociali. Rispetto al progetto wi-fi, la CNS è il mezzo di riconoscimento che permette ai cittadini di essere autenticati dalla rete e di usufruirne quindi gratuitamente. Entro l’estate, si prevede di collegare tutti gli uffici comunali, le ville vesuviane e le scuole cittadine in fibra ottica, e creare sei aree wi-fi che consentiranno la copertura di circa il 70% della popolazione residente, mentre entro dicembre 2006 sarà consentito l’accesso al 100% della popolazione, ovvero a più di 60.000 cittadini e circa 200 imprese.

La CNS e la rete wi-fi rappresentano quindi (almeno a livello potenziale) i presupposti metodologici e pratici per un accesso “universale” al web e per una reale partecipazione alle iniziative di e-government e ai vantaggi della democrazia digitale. Ovviamente, questo non sarà possibile se alle misure tecniche di avanzamento tecnologico non corrisponderà un uguale impegno di formazione e di pubblicizzazione di questo tipo di attività. E’ frequente, infatti, che amministrazioni comunali “illuminate” vadano fin troppo più avanti dei loro cittadini, perennemente poco informati. Pur se, va detto che stavolta non sembra questo il caso di San Giorgio, dove sono stati già visti molti giovani in Villa Bruno (splendida villa del Settecento, storica sede del decennale Premio Troisi), intenti a navigare su Internet grazie a uno dei primi hot spot cittadini — realizzando così quello che in altre località della penisola rimane tuttora un’utopia: raggiungere Internet, gratis, col proprio computer, in qualunque ora, comodamente sdraiati sull’erba.

E’ anche grazie a simili iniziative che le nostre cittadine potranno tornare ad essere davvero luoghi accoglienti, da cui non occorre più emigrare, e in cui impegnarsi per renderle sempre più vivibili attraverso un’attiva partecipazione civica e sociale. Almeno queste le speranze di tutti, che troverebbero d’accordo anche Massimo Troisi, no?

Riferimenti:

http://www.E-cremano.it
– Decreto Ministeriale 9 dicembre 2004
– Cecilia Biondi E-government in Italia: il punto della situazione, Editricetemi
Il denaro, 27/01/2006

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5 commenti

  1. Lorenzo ha detto:

    Basterà l’accesso WiFi per renedere le nostre cittadine più vivibili??
    Ho paura di no anche se l’accesso gratuito wireless mi sembra comunque un segnale di grande civiltà e di percorso di ammodernamento della civis. Poi le aziende fornitrici di servizio si facciano concorrenza sulle altissime velocità di connessione e super servizi. Il servizio base è giusto che sia gratis e wirless.

    Lorenzo

  2. Giovanni Secondulfo ha detto:

    Complimenti per questa nuova interessante iniziativa del Comune di San Giorgio, che come di consueto si pone sempre sulla frontiera dell’innovazione tecnologica volta ad aiutare la vita dei cittadini. Mi sembra un altro tassello del tentativo che da molto tempo il comune di San Giorgio sta facendo per minimizzare il Social ed il Digital Divide delle popolazioni. Complimenti alla redattrice che con efficacia ed efficienza e’ riuscita a sintetizzare un cosa cosi complessa tematica affrontando la problematica dal punto di vista tecnico, tecnologico e sociale.
    Secondulfo Ing. Giovanni

  3. HiddenSide ha detto:

    Bella speranza …. ma il modello proposto da TelecomItalia con il comune presenta alcuni aspetti che meritano attenzione; l’erogazione dei servizi mediante WI-FI:
    .. abbatte i costi per il telecom operator relativi alla gestione dell’ “ultimo miglio”
    .. esclude gli altri operatori (oggi la “concorrenza” offre servizi, tra cui la larga banda ADSL, sul rame di telecomitalia; il WiFi di fatto toglie gli altri operatori dal mercato e introduce nuovamente il monopolio).
    .. sfrutta una risorsa del sistema paese (la Carta Nazionale dei Servizi) per erogare, a favore di una azienda privata, una componente essenziale del servizio (l’identificazione del cliente) e permettere l’accounting ed il billing dei servizi, tutto a favore di un solo operatore di telecomunicazioni

    Va tutto bene per i cittadini di San Giorgio finché dura … ma già dal sito del comune si legge:

    “** In questa fase di lancio ***, dunque, per gli abitanti della città vesuviana è previsto inizialmente e *** per alcuni mesi *** un accesso gratuito alla rete Internet senza utilizzare cavi o altri dispositivi, esclusivamente tramite la Carta Nazionale dei Servizi (CNS), già distribuita lo scorso anno ai 17 mila capifamiglia della città. “

    Ma se il modello fosse riproposto su base nazionale verrebbe – ridata alla TelecomItalia di Tronchetti Provera (finché sarà lui a controllarla) una posizione dominante ed incontrollata.

    Dal punto di vista dell’occupazione, in Telecom e nell’indotto, l’abbandono dell’ultimo miglio sarà un dramma di grandi proporzioni … ma qui si innescano discorsi luddisti.

    Ancora una volta le speranze per le opportunità offerte dalla tecnologia devono essere bilanciate da un’attenta valutazione politica.
    L’accesso per tutti è sicuramente un obiettivo di democrazia e come tale va gestito. Va esercitata un’attenzione massima perché non diventi un grimaldello per nuovi monopoli.

  4. Evelina Bruno ha detto:

    giorni fa parlavo con i alcuni amici, i quali mi ponevano più o meno gli stessi interrogativi di hiddenside, aggiungendo a questi il dubbio che le tecnologie wireless non siano ancora state dichiarate “sicure” dato che fino ad oggi le sperimentazioni per valutarne l’impatto sulla condizione fisica umana sono ancora esigue.
    sicuramente l’operazione di e-democracy che ha portato avanti il mio paese si presta a più chiavi di lettura, alcune delle quali preoccupanti.
    per questo mi sto dando da fare per organizzare un incontro, una tavola rotonda per partire dal “caso particolare” di San Giorgio e ragionare a più ampio respiro.
    tengo in considerazione quindi i tuoi interrogativi, e quelli dei miei amici, e chiedo a tutti-se interessati- di implementare il dibattito, sperando di vederci dal vivo tra qualche settimana per discuterne, probabilmente a Villa Bruno…

  5. Claudio Simeone ha detto:

    Ai fortunati cittadini di San Giorgio a Cremano dico: godetevi l’accesso finché dura. Ignoro chi sia stato il promotore dell’iniziativa (spero il Comune, animato da un sincero proposito innovativo e non Telecom con le sue logiche promozionali).

    Potremmo discutere per ore delle opportunità dell’accesso a banda larga, la democrazia elettronica e tutte queste belle cose, ma finché la proprietà dell’infrastruttura rimarrà in mano ad una sola azienda, non andremo lontano.

    Un caro saluto da uno che vive in provincia, anche lui a una decina di km dal Vesuvio (in linea d’aria) e viene solamente sfiorato dalle cosiddette autostrade digitali.

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