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Persi nella rete

Anche se le liste saranno depositate solo il 3 Marzo, la campagna elettorale, con i suoi slogan, le sue promesse, le urla e gli strepiti – almeno quelli per ora ancora sottotono – si può dire che sia già ampiamente cominciata. Il via lo hanno dato le apparizioni televisive dei due candidati premier e con la loro prima e alquanto rumorosa presenza, parafrasando Diamanti, alla nota “cameretta” del parlamento con il suo presidente a contratto Bruno Vespa. Da notare, innanzitutto, che ormai le campagne elettorali hanno come incipit da parte dei partiti non più l’assemblea nazionale con i dirigenti, i funzionari e i quadri e nemmeno qualche evento/convention all’americana con tanto di inno e coriandoli che scendono dal cielo, essa deve passare prima dal varo televisivo e poi può andare nella piazze, tra la gente…e via così con il pullman di Veltroni, il vecchio treno di Rutelli e la nostalgica nave Azzurra di Berlusconi.
Nelle già frequenti presenze televisive mi è capitato però di notare lo scarso quanto mai assente interesse da parte dei candidati verso un’altra tipologia/metodo di fare propaganda durante una campagna elettorale, ovvero quella che si sta svolgendo online a colpi di siti e weblog, di commenti e social network, di video ed avatar.
Quella che negli Stati Uniti pesa ormai quanto il mezzo televisivo e che in Francia la candidata all’Eliseo Ségolène Royal – grazie all’aiuto del figlio smanettone – è riuscita a richiamare l’attenzione di più di due milioni di potenziali elettori, in Italia sembra essere poco rilevante per i candidati a Palazzo Chigi. Eppure, le diverse liste e partiti candidati, già da qualche settimana stanno giocando la loro partita elettorale online.
Ma andiamo con ordine.
Partiamo dalla neonata La Destra di Storace. Nata non più di un anno fa, la Destra si presenta ad Aprile senza vincoli di coalizioni e con candidata Premier (prima donna della storia) Daniela Santanchè. Il sito ha una funzione vetrina. Sulla home si può aderire on line e vi sono rimandi al Blog di Storace e Buontempo, rispettivamente segretario e presidente di partito, tutto qua. Un impegno maggiore in termini di spesa e risorse umane Storace lo ha speso però per il suo blog. Vi sono i tradizionali post giornalieri con una media di 1200 commenti al giorno (tra i quali aleggiano quelli offensivi…e non sono pochi), non male per un neonato partito e questo spiega anche come mai Storace è uno dei pochi a pubblicizzare il suo blog durante le sue comparsate televisive. La Santanchè online praticamente non esiste, non vi sono sue tracce (e a dirla tutta no so dirvi se sia un bene o un male), forse provvederanno nelle prossime settimane.
La rosa bianca, tuttora ancora in fase di coalizione, per essere nata da un mese si muove nel ciberspazio non meno e non peggio di altri. Hanno un sito di partito costruito in fretta furia (e si vede) ed un sito/weblog del loro candidato premier Tabacci gestiti entrambi alla pari di una bacheca vecchio stile…ci metto l’appuntamento, qualche numero di telefono, un numero di fax, un conto corrente per chi (non si sa mai) volesse finanziarci. A loro va comunque il merito di aver preso in considerazione la rete da subito ma va anche il demerito di aver scelto come nome di partito La Rosa Bianca, storico gruppo di partigiani Tedeschi, e digitare su qualsiasi motore di ricerca La Rosa Bianca non va proprio a loro favore.
L’UDC ha finalmente sciolto il nodo delle alleanze e corre da sola, almeno fino alle elezioni, poi chissà. In rete è una estranea, e se non fosse per il portale nazionale non ve ne sarebbero tracce. Esso è presente per lo più sui siti della camera e del senato con le tradizionali schede informative. Esistono comunque un pulviscolo di siti locali del partito e questo potrebbe sottolineare o una vivace e vitale mobilitazione della base del partito oppure una semplice e ingenua esigenza di informare da parte di alcune sedi locali, in entrambi i casi evidenzia una scarsa sensibilità verso la rete. A scavare sul sito si trovano gadget e banner propagandistici e guardandolo con occhio più critico si può senza dubbio affermare che molti blog tenuti su da liste politiche scolastiche di licei superiori superano di gran lunga il lavoro messo in rete dall’Unione dei Democratici. Perla del sito le riflessioni di Rocco Buttiglione.
Il partito democratico corre da solo ma con un patto di coalizione con l’Italia dei valori. Il sito è nato da poco, forse meno di un mese, ed infatti fino alla caduta del governo Prodi il portale del PD nemmeno esisteva. Ben strutturato, organizzato su tre colonne e creativo nella disposizione del metadata, esso presenta diverse possibilità di fruire informazione. Meglio organizzato di quelli descritti finora e piuttosto ricco di informazioni sul partito, sul leader e sulle loro attività. Il sito coincide con quello dell’Ulivo, radice mai rinnegata dai fondatori, ma si differenzia con il portale dei DS tuttora ancora in funzione e quello della Margherita che da ieri si sta già mobilitando per la candidatura di Rutelli sindaco di Roma. Il sito ha in coda un social network che se ben sviluppato può avere dei gran risultati ma a sbirciarci dentro per adesso è vuoto e poco più di un semplice novità per i partiti in rete. Da sottolineare che il sito presenta tratti meno populistici di molti dei siti e dei diversi blog più o meno di partito e che ha una sviluppata attività di streaming attraverso il quale si possono vedere sia le dirette dei diversi comizi di Veltroni che le diverse registazioni delle presenze televisive del candidato premier sulle reti nazionali.
Veltroni non ha un blog ma con il tempo credo che gli sarà imposto dal suo staff, esiste comunque un blog di partito meno attivo e forse più legato alla fase di costruzione e genesi del PD.
Circa la comunicazione in rete il PD può contare anche sul non poco lavoro svolto da Italia dei valori. La loro campagna online merita più di una osservazione, in quanto il partito fondato da Antonio Di Pietro sembra essere uno dei pochi partiti realmente interessato al web. Il portale nazionale strutturato su piattaforma WordPress è aggiornato quotidianamente accoglie non poche informazioni e rimandi alle sedi locali ed ha una ampia e variegata raccolta testuale, audio e video visibile anche su youtube. Antonio Di Pietro ha un suo blog, attivo da molto tempo e molto frequentato, del resto l’ex PM del pool di Mani Pulite non è nuovo agli osservatori della politica in rete, basta ricordare i numerosi video presenti su youtube dove con tono paternale riassumeva i diversi consigli dei minsitri tenuti durante il governo Prodi e su tutti il suo Avatar su Second Life, orgoglio e vanto di tutta la sua comunità politica virtuale
La sinistra arcobaleno si presenta con una unica lista e con l’ex Presidente della camera Fausto Bertinotti come candidato premier. E’ presente online con il sito costruito su piattaforma WordPress. Bertinotti non ha un suo blog. Personalmente, e qui svesto per un attimo i panni di osservatore, spero che la loro campagna online si vivacizzi sia perché l’elettore medio oggi naviga (e molto) e quindi ha il diritto di avere informazioni sui programmi e sull’agire politico dei quattro partiti uniti che formano la SA, sia perché un weblog che ad occhio costa meno di 30 euro all’anno sembra un po’ pochino rispetto agli esosi rimborsi elettorali presi in campagna elettorale.
Bisogna comunque sottolineare che la SA si muove anche su diversi fronti. Vi è ad esempio il blog di Pecoraio Scanio, il sito della Sinistra Democratica e quello dei Comunisti Italiani di Diliberto. Inoltre vi è, per la natura ancora parzialmente strutturata di alcuni partiti della lista, un arcipelago di piccoli siti e blog che fanno da contorno informativo e in più il loro vero bacino elettorale fatto di movimenti di diversa matrice è piuttosto attivo in rete e a modo loro la Sinistra Arcobaleno ha online un buon flusso informativo. Ciò non toglie che una lista che si presenta alle elezioni oggi non può prescindere in nessun modo dall’avere almeno un discreto portale nazionale.
Il popolo delle libertà ha in seno AN e Forza Italia. Entrambi i partiti hanno già ben sviluppato nelle vecchie campagne i loro relativi bacini di informazioni in rete. Entrambi i partiti hanno i rispettivi siti nazionali (Forza Italia, AN) ed insieme sono piuttosto arricchiti di siti e blog propagandistici. Il PDL ha un suo sito ed una sua community. Il sito presenta elevatissimi tratti di personalizzazione, incombe la presenza di Silvio Berlusconi (del resto Veltroni come sul sito del PD) ma ciò che lo caratterizza è la totale assenza del programma di partito, provare per credere. Non vi sono tracce di network o rete ma solo comunicazione testuale e video dove l’esempio più rappresentativo, e senza nessuna presa di posizione politica personale, questo filmato colmo di retorica :

Esiste comunque una community apparentemente poco frequentata ma questo può essere spiegato per la giovane età della lista ed anche un piccolo blog che paragonato ai partecipati weblog di Di Pietro e Storace è poco più che un blog di amici. Altro discorso è la Lega Nord federata con il PDL e che anche on line mantiene la stessa e identica facciata delle precedenti campagne elettorali.

In Italia quindi l’interesse per la rete da parte dei partiti durante la campagna elettorale, tranne che in rare eccezioni, non è per nulla progredito. Dal punto di vista della comunicazione, in generale, resta lo stesso circo fatto di populismo e retoriche degne della prima metà del secolo scorso, molto spesso rivolte agli insulti e al disprezzo dell’avversario e tracciando una sorta di media aritmetica non si va oltre l’offerta del gadget di partito o del banner da mettere sul proprio blog. Dal punto di vista dell’informazione sembra che qualcosa si sia mosso, il tutto può essere facilmente attestato dal numero crescente di blog personali da parte di politici e dal tentativo di costruire reti sociali attraverso la rete, come dimostrano le diverse incursioni su portali come yuotube e flickr. Nulla a che vedere, dunque, con l’enorme contigente di consulenti di rete e esperti di ciberspazio assoldati in altri paesi – in primis gli Stati Uniti – per dare vita e serietà alle campagne elettorali online.
Del resto ad osservare bene il paese nella sua interezza, ahimè, non potevamo aspettarci di più.

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8 commenti

  1. antonio rossano ha detto:

    A migliaia gli studi e le analisi sui media, tipi di comunicazione, costruzione dell’ immagine.
    La proliferazione dei siti di “comunicazione politica” dei candidati prima che dei partiti è testimonianza della POTENZA MEDIATICA di questo nuovo media globale.
    I siti dei partiti, dei quali molti elencati con dovizia di particolari in questo ricco post di Tommaso, hanno peraltro una comunicazione differente rispetto a quella dei singoli candidati e politici.
    La comunicazione dei partiti su internet, fatto salvo forse per quello dei comunisti italiani che ricorda molto un manifesto ideologico anni ’60, sembra rimanere ancora ancorata e imbrigliata nella logica della comunicazione “istituzionale”, ancora distaccata e impersonale, non riuscendo pertanto ad essere molto più che una raccolta di news o informazioni.

    Il blog, weblog, sito personale, sono invece caratterizzati da una forte, prevalente presenza della persona.
    Come se il candidato fosse lì, solo per te, a raccogliere le tue confidenze, idee, proteste. La consueta e decisa presenza di svariate immagini dell’ uomo politico (la presenza di siti delle donne è forse inferiore alla loro proporzione numerica di delegate), fanno sì che la componente di “identificazione personale” sia molto forte ed è questa che, in questa sede, mi interessa analizzare.

    Il sistema dell’ immagine forte e della comunicazione diretta con il TU o con una forte componente EMOZIONALE, indirizzata a cogliere la emotività attraverso appunto l’ identificazione e la personalizzazione del messaggio sono il sale di questi luoghi di comunicazione apparentemente “bidirezionale”, ma sostanzialmente “uno-a-molti”.
    La risposta del lettore del blog, non rappresenta la componente di “ritorno” della comunicazione bidirezionale: chi risponde ad uno di questi blog non sta comunicando con il politico, sta solo rafforzando il messaggio ed il sito del politico, arricchendolo di contenuto e di consenso.
    Anche quando il messaggio del cittadino-utente possa apparire ostile, esso rafforza di fatto la comunicazione del BLOGGER politico, legittimandone la disponibilità al dialogo ed al pluralismo comunicativo.
    Ritornando alla forte componente delle immagini dei personaggi ( o come diceva mia figlia piccola “pepponaggi”) ritengo, senza voler SVALUTARE, che essa abbia la stessa componente identificativa profonda che nei vari tabloid trash tipo “Novella2000”, avevano foto e titoli a lettere cubitali.

    La foto della cantante Mina, orrendamente ingrassata, con un titolone ad effetto, suscitava scalpore emozionale profondo, xchè, mentre distruggeva il mito, umanizzava il personaggio, rendendo possibile il processo di identificazione personale che ci consente, nella vita quotidiana, di sentire gli altri come una parte di noi, familiarizzandoli.

    Non troveremo però un blog di Veltroni orrendamente dimagrito o pettinato, xchè in quel caso, quello che l’ utente si aspetta, nel processo di identificazione, è un MODELLO, un ideal-tipo weberiano.
    Il politico dovrebbe rappresentare, nell’ immaginario collettivo, un IO ideale proiettato al bene comune, alla realizzazione dei nostri bisogni ed interessi.
    Ed è così che, guardando il faccione sorridente di Tabacci o di Storace, la chioma frizzante e lo sguardo OBAMIANO di Veltroni, noi rappresentiamo in quella immagine, la nostra speranza, la nostra frustrazione….

  2. Miki ha detto:

    Se posso dire la mia modesta e breve opinione, credo che finchè i politici non si riterranno il grado di controllare pienamente questo nuovo mezzo di comunicazione offerto dalla rete, finchè non saranno in grado di farsi chiedere ciò che vogliono chiesto, ostacolare ogni forma di riflessione legittima ma contraria ai loro interessi, così come avviene già da tempo col mezzo televisivo, non si vedrà mai una partecipazione attiva e diffusa dei politici in rete.

  3. antonio ha detto:

    Considerazioni ” meditate ” su alcune delle GRANDI NOVITA’ proposte dal Nuovo PD targato Walter Veltroni :
    – rimango molto ” stranito ” quando sento lo sventolare di candidature che, a mio modesto avviso, seppure legittime e valide prese singolarmente, rappresentano lapalissianamente cio’ che mirabilmente il grande comico Crozza ha voluto rappresentare del leader del Nuovo PD e cioe’ il tentativo di fare e non fare tutto, dire e non dire tutto, fare convivere ” felicemente ” il diavolo e l’acqua santa.
    Mi riferisco in particolare alle candidature di Colaninno, quale rappresentante degli imprenditori e dell’operaio sopravvissuto nel tragico rogo alla Thyssen Group di Torino.
    Ripeto niente di personale contro entrambi, ma per l’amore di Dio, senza rivendicare nessuna lotta di classe mi pare che essi rappresentino due mondi i cui interessi perfino economici oltreche’ sociali siano in netto disaccordo se non in conflitto.
    La senatrice teodem Binetti, quella del cilicio tanto per intenderci, che mette sotto scacco l’equilibrio delle componenti del partito democratico, santificando sull’intesa con i radicali e sulla candidatura di Veronesi nelle liste PD.
    Mi soffermo infine sull’aspetto, che a me in quanto sindacalista, mi ha piu’ impressionato : la candidatura di Iachino, giuslavorista fautore dell’abolizione dell’art. 18 legge 300/70 Statuto dei Lavoratori.
    Orbene, pieno rispetto per le idee altrui, pieno rispetto della persona, e pieno rispetto delle sue tesi, naturalmente dal sottoscritto non condivise; ma mi chiedo : ” Siamo forse negli Stati Uniti, dove cambiare lavoro, dopo averlo perso è fattibile, o nei paesi nord europei dove si è prevista la possibilita’ di licenziare senza giusta causa ma gli ammortizzatori sociali ci sono e funzionano e i corsi di formazione e di aggiornamento consentono, nella maggioranza dei casi, di ritrovare il ricollocamento lavorativo ?
    Ma ve lo immaginate in Italia, un 50enne che costa tanto e che non è ritenuto produttivo perche’ poco ” precarizzabile ” e che viene licenziato ad ” nutum ” ( senza giusta causa o giustificato motivo ) ? Quante possibilita’ date a questo 50enne, che magari ha moglie e figlia carico, di ritrovare un posto di lavoro dignitoso ?
    A voi la risposta ed eventuali commenti.
    Ciao a tutti e buon lavoro. Antonio – Milano

  4. Gustablog ha detto:

    Se posso dire la mia opinione, credo che i politici non riscono a capirae che questo mezzo non si puó controllare.
    La comunicazione offerta nella rete, non è in grado di farsi controllare da nesunno. Cioe la vera realtà d`internet e di le diverse reti che siamo noi stessi.

    Saluti a miei Caríssimi Italiani, da un argentino residente in Spagna.

    Gustablog

  5. masaniello ha detto:

    Hai ragione Antonio…una situazione preoccupante.
    Volevo comunque spezzare una lancia a favore del PD. La messa in discussione dell’art. 18 non è nel programma e le idee di Ichino buttate a caso qua e la rischiano di fare grossi danni. Comunque aspettiamoci un richiamo dal leader/padrone Walter Veltroni.

  6. Nicola ha detto:

    Condivido in pieno carenze da te evidenziate. La trasversalità senza eccezioni del fenomeno probabilmente ha una spiegazione molto più semplice. L’assenza di una vera domanda impegnata d’informazione politica. Critica e non passiva come quella televisiva. Ancora una volta difendo la classe dirigente che meglio di così non può rispecchiare l’abulia del servo-cittadino che la foraggia.

  7. Domenico ha detto:

    Credo che la classe politica non si curi più di tanto dello strumento internet perchè non è interessata a ricevere concretamente delle proposte da noi “internauti” così come dai comuni cittadini. I programmi politici spesso sono imposti dal partito e non tengono conto delle richieste del cittadino.
    Sono nati ultimamente dei forum di facciata di alcuni dei più grandi partiti (caso strano proprio sotto le elezioni) ma credo poco alla loro efficenza. Pare invece che sia nato un movimento, rete liberale, nel quale chiunque si scriva possa contribuire alla formazione dei programmi. A differenza dei forum di facciata di cui ho parlato prima questo svolge le sue attività esclusivamente sulla rete, incluso il reclutamento dei candidati. è interessante a mio avviso, un piccolo passo in avanti, anche se penso che sia un proggetto che si possa sviluppare a lungo periodo perchè per queste elezioni non si possa fare nulla. Giudizio: innovativo.

  8. Rosanna De Rosa ha detto:

    VI segnalo l’articolo di Bernardo Parrela, su Apogeonline, da ltitolo: Se il click è facile, la democrazia è lontana
    Abbiamo avuto l’occasione di parlarne insieme recentemente e, direi ,bernardo esprime benissimo anche il mio pensiero sul rapporto tra politica ed internet. D’altronde quanti di voi/noi vanno a visitare il sito di un partito per mantenersi aggiornati?

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