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Il presidenzialismo d’urgenza

L’attuale crisi istituzionale mette duramente alla prova gli equlibri tra i poteri. La scontro avvenuto ieri tra la presidenza della Repubblica e l’attuale esecutivo va al di là della decretazione d’urgenza dichiaratamente incostituzionale. Molte la variabili sul campo che, messe una vicino all’altra, compongono un mosaico piuttosto complesso capace di rendere chiaro l’intento, ormai decennale, dell’attuale compagine governativa: una riforma costituzionale in senso presidenziale.
Aprendo i quotidiani di stamattina si possono leggere decine di interpretazioni sullo scontro che ha caratterizzato il sistema politico italiano nella giornata di ieri.
Su tutti vale la pena citare Ezio Mauro che nel suo editoriale dal titolo La svolta bonapartista chiosa così:

La sfida è esplicita, addirittura ostentata. Quirinale e Parlamento devono capire che il governo assumerà il potere legislativo attraverso i decreti legge, della cui ammissibilità sarà l’unico giudice, con le Camere chiamate ad una ratifica automatica di maggioranza e il Capo dello Stato costretto ad una firma cieca e meccanica. Berlusconi vuole decidere da solo, in un’aperta trasformazione costituzionale che realizza di fatto il presidenzialismo, aggiungendo potestà legislativa all’esecutivo nella corsia privilegiata della necessità e dell’urgenza, criteri di cui il governo è insieme beneficiario e giudice unico, senza lasciar voce in capitolo al Capo dello Stato.

La decretazione d’urgenza, così come la impone il governo Berlusconi, è di fatto una forzatura costituzionale che ha come matrice l’essenziale volontà di costituire un presidenzialismo che parta, almeno per ora, dall’esecutivo.
La costante volontà del presidente Berlusconi di voler bypassare i poteri del colle è comunque evidente anche dalla trascrizione del Consiglio dei Ministri tenutosi ieri in fretta e furia.
Infatti Berlusconi si è espresso così durante l’incontro che ha poi raggiunto l’unanimità sul decreto “Eluana”:

E’ una cosa inaccettabile, non esiste che il Capo dello Stato possa dirci cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, non su questo argomento, non in questo modo. Io non ho richiesto nessuna lettera. La questione non è più solo di merito, da questo momento non discutiamo più solo del diritto alla vita di una persona, del dovere di salvare una vita umana, ma anche della gerarchia dei poteri dello Stato, non siamo ancora in una Repubblica presidenziale. Noi abbiamo un dovere e un potere da esercitare. Non possiamo venire commissariati, questa lettera sembra una misura cautelare al governo

Misura cautelare al governo? E’ in questa locuzione che si racchiude tutto il succo della cultura politica dell’attuale presidente del consiglio. Non il rispetto dell’art.77 della Costituzione, non la consapevolezza che un derceto d’urgenza sulla vita o la morte non si può fare…ma una sola ed unica interpretazione: un atto di forza del Presidente della Repubblica (addidato come comunista durante la sua elezione) sul governo liberale e democraticamente eletto.
Sula personalità autoritaria (rileggete Adorno) di Silvio Berlusconi molto si è scritto e molto si è detto. Ceccarelli stamattina, e ancora dalla Repubblica, ricorda che tali insopportabili sottomissioni dell’esecutivo verso il colle non è cosa nuova:

come del resto accaduto nell’ultimo quindicennio con Scalfaro e poi con Ciampi, si può documentare che la concezione che il presidente Berlusconi ha della propria sovranità – per dirla difficile: potestas superiorem non recognescens – è inesorabilmente destinata a scontrarsi con il ruolo e il rango che la Costituzione assegnano a Napolitano. Egli è infatti costituzionalmente inferiore, ma come sintetizzano qui a Roma: “Nun ce vole stà”. E’ un sentimento più forte di lui – ancorché foriero di gravi conseguenze istituzionali.

Il battibeccho sorto negli ultimi due giorni è dunque stato fortemente voluto dalla presidenza del consiglio, esso rimette sul tavolo della discussione le ambizioni presidenzialiste dell’attuale esecutivo.
Del resto nell’ultimo mese il PD, attraverso Veltroni, sul tema presidenzialismo è stato chiaro.

Sono contrario al presidenzialismo e penso che invece di continuare ad alimentare discussioni che tra l’altro trovano contrarietà all’interno della stessa maggioranza si debba varare quel pacchetto di riforme che era pronto già alla fine della scorsa legislatura: ridurre il numero dei parlamentari e avere una sola Camera che fa le leggi.

Ciò che purtroppo addolora un semplice lettore e, permettetemi, un giovane studioso delle dinamiche politiche e comunicative come me non è presidenzialismo si/presidenzialismo no e tantomeno la riorganizzazione dei poteri dello stato del quale sono cittadino. No. Ciò che mi duole e mi fa chinare il capo dispiaciuto, terrorizzato da tanta immoralità è che una dinamica noiosamente politica sia fatta sulla testa di una ragazza, già di per sè troppo sfortunata, che ha vissuto solo vent’anni e che da oltre 17 è sdraiata su un letto ed è obbligata ad alimentarsi con un sondino.
Con la scusa del diritto alla vita si mettono alla prova le ambizioni presidenziali di un uomo, si alimenta il suo ego, si forza la costituzione.
Eluana alla fine finirà i suoi giorni così come sarebbe dovuto accadere già qualche anno fà e, come tutti sostengono, resterà un simbolo dei diritti civili ma, ahimè, nel dibattito ci sono finite nuovamente gli interessi personali e politici di Silvio Berlsuconi.

E chiudo con una sorta di Testamento Biologico:
Se dovesse capitare a me non esitate a smettere di idratarmi e darmi alimento, non esitate a darmi dignità nella morte e, sopratutto, non permettete che tali persone mettano mano e parola sulla mia vita, sulle mie scelte.

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4 commenti

  1. Fabio ha detto:

    Trovo che il tentativo di Berlusconi sia al limite dell’atto eversivo, e dimostri ancora una volta quanta importanza dia l’uomo al suo potere personale contro e al di sopra degli altri poteri dello stato.
    Spero che, al di là del caso Eluana, i cittadini prendano atto di che razza di personaggio hanno eletto alla presidenza del consiglio e la prossima volta ci pensino meglio

  2. Sergio Occhiuzzi ha detto:

    Ma qui si va ben oltre il predenzialismo; lo ricordate quel vecchio motto “me ne frego!” ? è rispuntato fuori allegramente e risquote successo e consensi. Come dice Ascanio Celestini, oggi si getta il sasso ma la mano non si nasconde più, si mostra con fierezza!
    Il problema più grave è che oggi non c’è nemmeno una opposizione che possa (tra l’altro sbagliando) ritirarsi sull’Aventino. Veltrusconi wins.

    “Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere si avrà la pace”, Jimi Hendrix.

  3. ros ha detto:

    La cosa peggiore di tutto questo è che B. ha bisogno di cambiare assolutamente la costituzione se vuole effettivamente ricoprire una carica non onorifica ma efficace nel futuro andando al colle. Quindi l’attacco al capo dello stato e la sua presunta volontà di diminuirne il ruolo è finta come gli asini che volano. O qualcuno davvero crede che vorrà fare il presidente della repubblica senza potere alcuno, avendoli trasferiti al premier?. Quindi il suo scopo è mettere mano alla riforma costituzionale molto complessa, unificare il ruolo di premier e di presidente in una sola persona, sciogliere le camere, indire nuove elezioni per farsi eleggere prima di consumare definitivamente il suo capitale politico. Ed infine suonare il piffero a Fini che pensa di essere lui il prossimo presidente del consiglio. Mica poco…

  4. Antonio Rossano ha detto:

    Brava ros. Fa piacere leggere parole chiare e “veraci”….
    Mi sa che quel cavallo (fb) bisogna lasciarlo un pò correre….!!!

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