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Cambiamo le regole del gioco. Solidarietà per Rosi Bindi

Per le bruttine stagionate, le intelligenti secchione, per le belle trattate da oche, per le oche belle, per quelle passabili, per quelle che si scherniscono, per le sfacciate e per le casalinghe di Voghera, per le operaie delle fabbriche cinesi, e per quelle delle fabbriche italiane, per quelle che si sono arrese agli insulti dei loro uomini tanto a perdonare non ci vuol niente, per quelle che quando parlano in riunione tutti gli altri si distraggono, per quelle che non fanno carriera, per quelle che se la fanno avranno fatto un pompino a qualcuno, per quelle che se non le guardi non si sentono desiderabili, per quelle che se le guardi si offendono a morte, per quelle del sesso stile bancomat, per quelle che lo fanno una volta al mese, per quelle che combattono una guerra non loro, per quelle che le guerre se le cercano, per le donne che hanno dimenticato di esserlo, per quelle che il femminismo pensano sia una questione di gonna più corta, per quelle che vogliono fare le veline, per le veline che sognavano di diventare pediatre, per quelle che i sogni non ce li hanno più e quelle che continuano ad imbottirne i cassetti, per le pretty woman che sono felici se hanno la sua carta di credito, per le madri, le sorelle, le mogli, per quelle divorziate che non trovano uno straccio di uomo, per quelle che se lo trovano forse forse mirano ai soldi, per le polacche poverine che si sono prese i nostri uomini scegliendo il male minore, per quelle che si autodefiniscono e per tutte le altre in cerca di definizione, per quelle che devono ostentate il loro corpo per essere in tv e per le loro madri che chissà che pensano, per quelle che fanno gli uomini pur di essere rispettate, quelle che dicono le parolacce per darsi un tono radical-chic, per quelle che parlano 10 lingue ma votano padano. Per quelle che non si guardano nemmeno allo specchio, per quelle che si passano le ore. Per quelle che inseguono miti impossibili e sbagliano anche i verbi per dirlo. Per quelle che pensavo che la escort fosse una macchina di lusso, per quelle che in questa lista non ci sono e per i loro uomini. Per Noemi, per Rosi, per Patrizia, per Veronica, per Amina che ce la ricordiamo solo quando viene ammazzata. Per tutte loro ed anche per me: BASTA!
Cambiamo le regole del gioco

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2 commenti

  1. Rosanna De Rosa ha detto:

    E’ stato a parto a tal proposito un gruppo su facebook.

  2. Caterina ha detto:

    “Una società che pone al centro di tutto l’esteriorità e calpesta l’interiorità ben presto naufragherà!” Non posso pensare diversamente perchè se nn si porrà limite e fine a tutto ciò finiremo annegati tutti. BASTA !!! é ORA DI CAMBIARE LE REGOLE DEL GIOCO, mi trovo in sintonia con Rosanna.
    Provo disgusto e nausea quando accendendo la tv trovo persone che nn sanno ascoltare ma sanno solo parlare e aggredire gli altri mentre parlano… offendendole addirittura…mi sembra di essere in un manicomio dove i pazzi purtroppo ricoprono cariche di responsabilità e dovrebbero tutelare i nostri interessi.
    Pochi giorni fa il capo dello Stato aveva invitato tutti AD UNA RIFLESSIONE ricordando la politica del passato dove lo scontro tra ideologie diverse non portava a scene cosi deprimenti PERCHè ALLA BASE C’ERA IL RISPETTO DELLA PERSONA CHE AHIME! OGGI MANCA.
    E’ proprio questo il punto : manca il rispetto nei confronti di idee diverse, di persone diverse, e si perde la bellezza di imparare a guardare il mondo da angoli diversi.
    Che immagine stiamo dando di noi? di certo un immagine infantile e poco costruttiva,come potranno crescere i futuri uomine se le persone adulte si comportano in questa maniera? A loro nn verrà di certo la voglia di crescere presto.

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