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Comunicare la città


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Nell’ambito dell’incontro internazionale dell’Aislo (Associazione Italiana per lo Sviluppo Locale) tenutosi a Napoli nella ormai imponente cornice di “Città della Scienza”  si è svolto il Laboratorio 9 “Comunicare la città”, organizzato e presieduto da Pasquale Popolizio e che ha visto la partecipazione di persone del calibro di Alessio Cartocci (Responsabile Ricerca IWA), Alessandro Mazzu (Responsabile Napoli 2.0 – Network Professionisti), Elisabetta Benesatto (Responsabile campana ComPubblica), Antonio Prigiobbo, Massimo Mattone (Edizioni Master) e tra i quali anche un folto gruppo di studenti del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale del dipartimento di Sociologia della Federico II di Napoli.
Il focus del laboratorio era incentrato su come i professionisti del web, della comunicazione e del marketing supportano il territorio ed il sistema paese per le scelte d’innovazione nella comunicazione, nei linguaggi, nella cultura. La mission dell’incontro era invece volta alla promozione e formalizzazione di un network permanente fra associazioni di professionisti, aziende, comunicatori pubblici e personalità accademiche per la definizione e la sperimentazione di metodologie di analisi e strutturazione di politiche pubbliche innovative.
L’incontro è stato strutturato in due modalità. La prima nella quale vi sono stati gli interventi dei relatori, la seconda in formato workshop, dove le relazioni sono state discusse e dibattute e dove si sono fatti i primi passi per la costruzione di una rete, non solo virtuale, che porti alla stesura di un manifesto per la comunicazione sul territorio di Napoli.
Generalmente chi vi scrive ha dalla sua sempre molte perplessità, che non esita a mettere nero su bianco, difendendo le proprie opinioni con chiunque mettendoci faccia ed argomenti, ma il laboratorio “Comunicare la città” mi ha reso questo esercizio di critica stilistica e accademica praticamente impossibile.
L’incontro di ieri mi ha svelato una Napoli diversa da quella che un po’ impunemente viene rappresentata mediaticamente e politicamente. Le energie che si sono “parlate” sono state ben amalgamate e caratterizzate da buoni propositi, sia per il lavoro di selezione e organizzazione dei partecipanti effettuata da Popolizio, che per l’entusiasmo e la volontà di mettersi insieme, lavorare ad un progetto comune, praticare la comunicazione del proprio paese, del proprio territorio, della propria città.
In Campania, e in particolare nella provincia di Napoli, il “luogo comune” della mancanza di energie e della sostanziale inesistenza di proposte e ragionamenti su concetti quali, sostenibilità, mobilità, accessibilità e miglioramento della relazione cittadino ed istituzione si scontra dunque con una realtà associazionistica e di movimento della società civile che ha dalla sua entusiasmo e idee, progetti. Per dirla con Sartori, dal laboratorio è emersa una “effervescenza” che, unita al bisogno di cambiamento sociale generale che la città partenopea ha, fa sì che si possa leggere la quotidianità napoletana come un “enorme pentolone che sta per scoppiare” e dal quale non uscirà solo melma e fango ma forza e volontà di rimettersi a correre, lavorare e riaprire un “rinascimento” sperato e chiusosi qualche anno fa.
Finalmente un incontro non autoreferenziale, non basato su interessi che il più delle volte caratterizzano questi workshop, ma proposta di gestione collettiva del territorio, definizione partecipata di politiche pubbliche integrate, visione olitistica per comprendere la complessità del territorio che ci circonda.
Il laboratorio “Comunicare la città” non finirà a Città della Scienza, ci saranno altri incontri laboratoriali che si svolgeranno tra il dipartimento di Sociologia e alcune sedi offerte dalla Regione Campania. Alla rete di comunicatori parteciperanno associazoni come l’IWA e ComPub ma anche realtà appena nate, come quella di Post-it_Lab formatasi durante il corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale della Facoltà di Sociologia.
Il vetusto problema delle molteplici energie non canalizzate, poco raggruppate, grazie al laboratorio “Comunicare la città” sembra almeno per qualche ora, se non per qualche giorno, accontonato. Alla facce fresche e piene di speranze dei giovani si sono aggiunte quelle piene di esperienza dei professionisti e, almeno per una volta, tutti sullo stesso piano a parlarsi.
Resta solo da augurare al laboratorio di procedere sul segmento che hanno appena tracciato e di vedere prima o poi la città “ideale” discussa diventare qualcosa di più di un semplice progetto. Vissuta però personalmente la giornata di ieri ,posso con convinzione dire che la rete di comunicatori del territorio nata dall’incontro è davvero sulla buona strada.
In bocca al lupo.

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3 commenti

  1. ros ha detto:

    Ne sono felice e, se vogliamo, anche un tantino orgogliosa…

  2. aparecida ha detto:

    cari miei,
    io sto molto felice di vedere che fatte di tutto per auitare le persone a se trovare.grazie mille,ma io vorrei molto sapere come si chiama la antica PROVINCIA DI MELMA,perche miei nonni sono di questa citá ed’ io vorrei escobrire per poter avere la cittadania italiana.grazie.

  3. antonio ha detto:

    Aparecida, oggi per te si è aperta una nuova speranza. Dal discorso teste’ pronunciato alla Camera dei Deputati del nuovo Presidente, che tanto mi ha ricordato il piglio la sapienza e la suprema intelligenza della D.ssa De Rosa, credo tu possa ricavare una nuova e piu’ grande speranza per poter realizzare il tuo sogno di appartenere all’antica PROVINCIA DI MELMA. In bocca al lupo aparecida de nosotros, ciao ciao

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