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A beautiful mind

Con immenso dolore abbiamo appreso della scomparsa di Lucilla Fuiano. Lucilla collaborava con questo blog fin dalla sua nascita. Si occupava dell’epistemologia della rete e delle culture digitali con competenza ed intelligenza. Curiosa su ogni aspetto che potesse far allargare lo sguardo oltre il già detto, era schiva e sospettosa verso le modalità che hanno infine trasformato la rete in uno spazio di auto-celebrazione di piccole e grandi vanità. Come ogni studioso serio, nemmeno si accorgeva di quanto il suo contributo allo studio della rete fosse originale e fondativo.

Il libro su cui stava lavorando – e che spero non resterà un sogno nel cassetto – proponeva un’articolata rilettura delle nuove tecnologie  della comunicazione fino a proporre un nuovo paradigma: quello del web intelligente. Non il superamento dell’intelligenza collettiva di Levi, né l’estensione di quella connettiva di De Kerckhove. Piuttosto un’analisi delle metodologie di relazione ed organizzazione del sapere che trovano il loro punto di maggiore espressione nelle logiche semantiche e sintattiche dei social networks e nella loro influenza sulle pratiche sociali e comunicative. Punto chiave della sua riflessione era lo sviluppo delle interfacce espressive, interfacce capaci di guidare l’esplorazione della rete secondo linguaggi ed ambienti produttivi fino a stimolare nuove forme di intelligenza dotate di un’alta capacità di trasformazione dell’esistente. La rete risulta dunque costituita da Live applications situate sulla frontiera creativa tra reale e virtuale e che consentono una lettura non convenzionale dei suoi campi applicativi. In altre parole, la rete apprende.

Lucilla era affascinata dagli sviluppi cognitivi della rete. Ma al contrario di molti, non riteneva i comportamenti sociali deterministicamente influenzati dalle tecnologie, ma leggeva queste ultime come continuamente “adattate” dai bisogni culturali, manipolate e trasformate in un ciclo continuo di sviluppo-consumo-cambiamento-nuovo sviluppo. Dalla scuola Dekerchkoviana aveva fosse ereditato il principio della stretta interconnessione logica e tecnologica fra mente e computer, passando dal corpo e dalla sua capacità di elaborare l’informazione in maniera percettiva, ma ne aveva fatto tuttavia principio di superamento di ogni approccio dogmatico.

Lucilla amava il suo oggetto di studio come un entomologo gli insetti. Lo studiava, lo sentiva, ma mostrava diffidenza proprio verso le pratiche oggi più gettonate. Non aveva un profilo su Facebook e nemmeno un account su Skype, non soffriva di internet addiction e nemmeno controllava la posta elettronica in maniera compulsiva come la gran parte di noi, nemmeno ci fosse un cataclisma al secondo. Non le piaceva l’idea di finire nel database globale.

Le buone letture erano le sue compagnie preferite capaci sempre di suscitare in lei guizzi di fantasia ed intelligenza, come quando scriveva il 19 luglio – proprio su questo blog come commento ad un articolo sul declino della vita politica in Italia ed il suo manifestarsi nell’antilinguaggio della politica – che «…si potrebbe quasi riprendere tra le mani il buon vecchio Queneau e da lì c’è solo l’imbarazo della scelta: “ignorance”, “vulgaire”, “comédie”, “injurieux”: una nuova ricetta di (anti)stili?».

Lucilla era così. Aveva tante idee brillanti che non esitava a regalare. Alcune erano state copiate in libri che hanno venduto migliaia di copie. Lei solo si rammaricava della povertà d’animo di coloro che nemmeno avevano avuto il buon gusto di citarla. Ma si sa, anche per la rete resta valido l’hobbesiano homo homini lupus.

Vorrei lasciare i miei ricordi privati lì dove sono. Ma mi fa piacere condividere il ricordo di un viaggio, organizzato con troppa fretta e poco senso pratico.

Approdammo ad Amsterdam per un convegno. Avevamo sbagliato tutto: a vestirci, a prenotare l’albergo, ad organizzare gli spostamenti e la logistica. Trovammo una temperatura polare e negozi chiusi, ma eravamo armate di una grande voglia di andare alla scoperta della mitologia bohemien della città. Con un rovente cartoccio di patate fritte, a sera inoltrata, ci avviammo verso i posti più underground della città: visitammo locali poco raccomandabili, ci imbattemmo in ubriachi solitari ed orde di militari in libera uscita. Più la città esercitava il suo fascino fatale, più aumentava il senso di sfida in noi. Poi il risveglio: un gruppo di militari rideva fragorosamente alla vista di una donna in lingerie, esposta dietro ad un vetro nel quartiere a luci rosse. La donna non rideva con loro. E sembrava solo annoiarsi dell’ennesima scena di umana stupidità. Improvvisamente il mito si svelò per ciò che realmente era: squallore.

Ritornammo sui nostri passi, libere dal sortilegio. E con un senso di umana pietà per la nostra e l’altrui debolezza.

Ciao Lucilla, beautiful mind

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21 commenti

  1. Grazie Rosanna, è stato bello leggerti.
    Lucilla mancherà, il mondo divora le persone miti.
    La mia amica mi ha fatto l’unica intervista intelligente che mi abbiano mai fatto, capiva prima che parlassi.
    Un abbraccio, e buon lavoro
    Davide

  2. gianluca baccanico ha detto:

    un abbraccio Rosanna

    abbiamo tutti perso una bella mente di una bella persona

    ciao

  3. Serena ha detto:

    Difficile dimenticare quegli occhi intelligenti e sensibili. Ciao Lucilla.

  4. fortunato ha detto:

    Sono frastornato, e provo un grande dolore per una persona che avevo
    conosciuto (aveva fatto la recensione al mio libro sul teatro su Repubblica). Le avevo chiesto di scrivere un articolo per la rivista di teatro RIDOTTO. Che era poi uscito e io stesso gli avevo dato delle copie della rivista. Oggi ho saputo della sua scomparsa e non mi sembra vero, non ho parole, solo un carissimo pensiero al suo entusiasmo e alla sua intelligenza.

  5. Vincenzo ha detto:

    un pensiero in lacrime per lucilla, intelligenza sensibile, occhi luccicanti, tenera ironia. resto in silenzio e a testa bassa mentre stai planando altrove.

  6. eve ha detto:

    cara ros, grazie di questo spazio.io ad altri tipi di saluto non ho voluto aderire, non mi è sembrato giusto, non mi è sembrato adatto ed adeguato. avevo bisogno di dedicarle un sorriso in uno spazio arioso, intelligente, incantato, colorato. proprio come lei.

  7. Sergio Occhiuzzi ha detto:

    l’ho saputo stamattina, sono senza parole.
    ovunque ella sia adesso, spero stia bene.

  8. Gennaro Ciaravolo ha detto:

    Non riesco a crederci. Ho avuto il piacere di essere suo studente al corso di Logica Ipertestuale. Una persona a dir poco squisita. Sono senza parole. Ciao Lucilla.

  9. Salvatore Esposito ha detto:

    Anche se non la conoscevo sapere della scomparsa di una giovane donna riempie il cuore di tristezza.
    Ho saputo che collaborava con La Repubblica. Ecco un altro bel ricordo che va ad aggiungersi a quello di Rosanna De Rosa:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/11/la-poesia-nomade-di-lucilla-effe.html?ref=nf

  10. lucia ha detto:

    Leggo i commenti sulla rete, e ci scrivo anch’io, perchè mi sembra di trattenerla qui. Desidero tanto, e prego, che ora stia bene.

  11. Rosa Viscardi ha detto:

    Rosanna carissima, stimavo Lucilla come una delle migliori firme giovani di Repubblica Napoli. Nella mia sbadataggine ignoravo collaborasse anche con te. So quale prova crudele sia perdere qualcuno di molto giovane e molto promettente. Ti abbraccio.

  12. studente ha detto:

    Sono stato un Suo studente, fortunato di aver potuto ricevere e condividere tanto. E la semplicità e la gentilezza mi facevano apparire questa persona così differente. Questa notizia terribile mi fa rabbia.

  13. Micol ha detto:

    Condividevo con Lucilla il sogno di scrivere. Insieme leggevamo tanto, parlavamo di tutto, vedevamo film, sognavamo. A un certo punto ci siamo perse di vista, ma solo fisicamente e per questioni geografiche…continuava il nostro carteggio e i nostri sogni.
    Non la dimenticherò mai e continuo a trarre alimento e motivo di riflessione da tutto quello sche scriveva, in pubblico e privato.
    Ti voglio bene Lucilla.

  14. nigolo ha detto:

    di lucilla ricordo il suo sorriso solare e luminoso, la sua risata chiassosa, piccole lentiggini sulle guancia paffute, gli occhi intensi più grandi del suo grazioso viso, l’incredibile dolcezza e l’estrema sensibilità.
    cara ‘luzilla’, non sapevo che invece fossi una brillante scrittrice, ma in questi giorni ho letto tutti i tuoi racconti reperibili su web e mi piacciono un casino (vi prego continuate a renderli visibili)
    Ti porterò sempre nel cuore, come credo tutti i nostri compagni di classe e come tutte le persone che ti hanno conosciuto, seppur brevemente, e che hanno ricevuto un tuo sorriso.
    ‘notte dolce

  15. ros ha detto:

    Vi segnalo, un bell’articolo di Baricco che riprende le linee già anticipate sull’ultimo numero di Wired. A Lucilla piaceva molto il taglio che Baricco aveva dato ai suoi Barbari perché era pieno di prospettiva..ed ottimismo.

    Articolo di Repubblica.it:
    Il mondo senza nome dei nuovi barbari – Repubblica.it
    http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/09/21/news/il_mondo_senza_nome_dei_nuovi_barbari-7270756/?ref=HREC2-6

  16. CATERINA ha detto:

    Nella righe di questo articolo si percepisce tutta la grandezza di una persona,commuovono tanto le parole espresse e dispiace sempre quandoa scomparire sono persone con del talento e umiltà. Nel suo nome era espressa tutta la sua esistenza: LUCILLA luce che mai si spegnerà ma che continuerà a illuminare gli animi e i cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.

  17. info ha detto:

    Libri, con-tatto, una rassegna a castellammare in ricordo di Lucilla Fuiano

  18. lucia ha detto:

    Si pensa a te anche quando non sembra. Mi rileggo I barbari in tua compagnia.

  19. Rosanna De Rosa ha detto:

    Anche io non riesco a smettere di pensare a Lucilla. La sera mi rifugio in qualche pagina de I Barbari e penso che vorrei poterne parlare ancora con lei. Ho lanciato qualche amo intorno a me, ma nessuno ha abboccato. Così questa lettura-rilettura-sequenza di un senso nato altrove non mi riesce di fargli trovare uno sbocco. Che Lucilla avrebbe senz’altro trovato..

  20. lucia ha detto:

    un pensiero per te.

  21. Ros ha detto:

    Ed un pensiero ai tuoi genitori ai quali mancherai da morire

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