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Pillole: la fine dell’antiberlusconismo

La manifestazione del No B-Day 2 è stata sotto il profilo della partecipazione un vero disastro. Si darà la colpa alle Tv del Premier che hanno oscurato l’evento, si dirà che è comunque un successo perché è partito tutto dalla rete (cosa non vera come ho già spiegato in un altro articolo) ma forse il problema è da ricercare altrove.

L’antiberlusconismo, quello che in questi anni in molti si sono affrettati a definire come “il collante del centro sinistra”, quello che ha fatto vincere Prodi nel 2006, quello che ha scaldato il cuore e gli animi dei DiPietristi, della Federazione della Sinistra, dei grillini prima e del popolo viola poi, oggi non aggrega più. L’antiberlusconismo non ha più la capacità di mobilitare, o almeno non quella di qualche anno fa.  E’ vero, una rondine non fa primavera, quindi una sola manifestazione non può chiudere un narrazione che va avanti da ormai quasi un decennio ma a quanto pare “urlare insulti al monarca” non basta più.

Ma, come mi è stato insegnato, l’esaurirsi di un fenomeno comporta la nascita di un altro e a guardare attentamente pare che la voglia di repubblicanesimo mescolata al civismo, che ben ha intercettato il Presidente della Camera Fini, sia da seguire con molta attenzione.

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6 commenti

  1. luigi ha detto:

    E’ deprimente assistere oggi in Italia al decadimento della vita politica, barzellette, battute, insulti ai magistrati e tutto da parte del primo mimistro. Ma se l’Italia diventa sempre più agli occhi del mondo intero una “Banan Repubblic” non è certo colpa di Berlusconi, lui è il personaggio del momento molto abile nel gestire il proprio potere. La maggiore responsabilità è di tutti i suoi elettori che assistono a questo inesorabile degrado della nostra nazione dando il loro appoggio, nonostante tutto.Nonosrante abbiamo una situazione economica disastrosa e senza sbocchi visibili. In Spagna come negli altri stati europei si stanno facendo politiche che iniziano a dare frutti, da noi niente, non c’è più neanche il Ministrero dello Sviluppo economico (mai tanto indispensabile come ora). A dire tutto questo non sono solo più i pericolosi comunisti dell’opposizione o i sindacati dei lavoratori. Oggi si sono uniti tuti i principali esponenti di Confindustria, Marcegaglia, Montezemolo e anche Marchionne dell Fiat che lancia il suo grido d’allarme sulla situazione economica in Italia. La vogliamo capire??

  2. Giovanni De Lauso ha detto:

    Bhe, Marcegaglia, Montezemolo e Marchionne, la Spagna è alla canna del gas economicamente. Mi pare che sono tutti esempi poco calzanti.

  3. gianni tirelli ha detto:

    LE RAGIONI DELL’ANTIBERLUSCONISMO

    La sottovalutazione irresponsabile e sistematica del “berlusconismo”, non solo da parte della cittadinanza ma (ben più grave), di alcune alte cariche dello Stato, li rende complici, ad ogni effetto, dell’imminente bancarotta fraudolenta dissipativa del paese e della sua deriva morale e sociale. Come meravigliarci, a questo punto, dell’impennata di criminalità organizzata nelle civili regioni del nord quando, il nostro parlamento, oggi, è la roccaforte del malaffare, dove si organizzano oscure trame, complotti e si smistano pizzini?
    E’ inimmaginabile che, in un paese normale, come i tanti in Europa, un figuro del genere, sia potuto approdare al parlamento e investire una tale carica politica ne, tanto meno, essere l’imprenditore di successo che oggi é.

    Oggi, l’antiberlusconisimo (come l’antifascismo) è una moderna forma di resistenza. Un atto dovuto, un dovere civile dal quale, nessuno si può (o si dovrebbe) sottrarre.
    Ma la storia, inesorabilmente si ripete e, come allora, la stupidità, il qualunquismo e la malafede degli italiani, ritorna ad accanirsi su questo povera e sciagurata Italia. Come allora pagheremo il prezzo, della nostra irresponsabilità e coltivata cecità.
    Propaganda e populismo, mistificazione e contraffazione della realtà, ritornano di nuovo ad essere le efficaci armi di persuasione e di seduzione – invitanti come il canto delle sirene, e le lusinghe del maligno.
    Il “berlusconismo” è una patologia infettiva e virulenta che agisce sui lati peggiori degli individui, legittimandoli e sdoganandoli come normalità – una visibilità insperata, venduta al prezzo di servilismo, omertà e cieca obbedienza.
    Una congrega, di cialtroni e reietti, che contrappone la furbizia all’intelligenza e il mercimonio alla dignità. Il rischio, poi, che un tale precedente, possa attecchire, ed essere preso ad esempio nel resto dell’Europa, è una possibilità da considerare.
    Il problema, di fatto, non è tanto Berlusconi, ma il “berlusconismo” – un concentrato (unico caso nella storia delle democrazie occidentali) della peggiore feccia unita della società italiana. Una banda di avventurieri, farabutti, traditori della propria patria e dignità, affaristi e mafiosi, asserviti al capo Clan, in cambio di privilegi, impunità, visibilità e potere. Oggi, questi personaggi, sono ai vertici di comando di ogni settore economico e produttivo, non che, detentori di tutto il capitale in circolazione. Una spada di Damocle sulla nostra testa e sul futuro di questo paese. L’eredità di Berlusconi sarà, per drammaticità, più devastante di quanto non sia stata la sua permanenza alla guida di governo.
    Il calcio mercato di deputati e senatori, è l’ennesimo e non ultimo atto di uno sconcertante, indicibile e perverso imbarbarimento della morale e dell’etica che, oggi, nel “berlusconismo”, trova la sua patria naturale.

    Silvio Berlusconi, consapevole del dopo, tenterà in tutti i modi e con tutti i mezzi, di rimanere in sella, pur di non affrontare la realtà. Se in uno slancio di buon senso, si fosse messo da parte (anche se fuori tempo massimo), quel gesto di tardiva responsabilità, lo avrebbe in parte assolto dalla sua condotta, restituendogli un briciolo di dignità. Ma codardia e infamia, hanno preso il sopravvento sulla ragionevolezza e il decoro, inserendolo, a buon diritto, fra la lista, dei personaggi più inquietanti e riluttanti della storia d’Italia.

    Gianni Tirelli

  4. Tommaso Ederoclite ha detto:

    E’ divertente vedere come questo commento sia un copia e incolla di un articolo apparso su Stampa Libera e riversato su più diversi contesti di ragionamento, fino al blog di Donadi. Se non fosse per motivazioni personali verso la discussione e il dibattito direi che è off topic e lo bollerei come spam.

    Rilegga caro Gianni ilpost e vedrà che è una piccola riflessione su la fine dell’antiberlusconismo e non sulle sue ragioni. Un collante che non funziona più sul piano della mobilitazione.
    Dopo questo commento potrei tranquillamente dire che quanto scritto da me nel post è ora più che mai una ipotesi veritiera.
    Saluti

  5. gianni tirelli ha detto:

    CHI SONO I TRADITORI?

    L’avversione e la contrapposizione nei confronti di Silvio Berlusconi non è di natura politica o ideologica, ma legale, di verità e giustizia. E’ come se Provenzano (seguendo lo stesso percorso e modalità del Cavaliere), fosse giunto a ricoprire la carica di Primo ministro e, gli italiani, si spaccassero fra sostenitori e detrattori. Ai criminali non è concesso di ricoprire una carica politica e tanto meno di circondarsi di fedelissimi che delegittimano la magistratura e le istituzioni per salvare il culetto del capo. Al massimo (e per loro responsabilità personale), possono onorarsi di tifosi, di servi e di ruffiani.
    E’ questa la sconcertante realtà! Uno spaccato della società, che ci offre la misura del livello di, ragionevolezza, discernimento e buona fede del popolo italiano. Sono fuori discussione le responsabilità oggettive, penali, sociali e civili di Silvio Berlusconi e mercenari, ma gli italiani che, in tutti questi anni, lo hanno sostenuto e osannato, si sono macchiati di codardia, viltà e tradimento e, niente potrà cancellare un tale infamante marchio. L’intervento contro questo clamoroso atto di ingiustizia, sistematicamente disatteso ( evaso), ha prodotto, nei cittadini onesti, un profondo senso di indignazione, smarrimento e credo, di vendetta, umiliando e mortificando la loro buona fede e civile condotta, vanificando così, i fondamenti ineludibili, della costituzione italiana.
    Quei parlamentari, poi, che Berlusconi induce alla prostituzione per rimpolpare la sua maggioranza, non sono forse l’espressione di una diversa volontà popolare? E i loro elettori, come replicano, ad un tale atto di tradimento indotto? I Gasparri e banda, appartengono a quella razza di soggetti che, senza un padrone o meglio, un pappone, si sentono perduti e dissociati. Il servilismo e il leccaculismo, sono pratiche a loro più congeniali e distintive del carattere, atte a sopperire a quell’incolmabile vuoto di intelligenza, pudore e consapevolezza, che li contraddistingue dall’origine. Gasparri propone l’arresto preventivo dei manifestanti e tace sui parlamentari condannati in via definitiva.
    Vederli schierati a scalare, a mo di falange romana, partendo da Bondi (m. 1’65) fino allo gnomo Brunetta (m. 0’98), offrendo il petto al nemico, tutti uniti e compatti, a difesa del piccolo escremento, mi produce una tale pena, congiunta a disgusto e ad un senso di schifo, da vergognarmi di essere italiano. Se il piccoletto, non fosse stato il proprietario di un tale patrimonio e di reti televisive, nessuno di questi infamoni lo avrebbe mai preso in considerazione, neppure per un solo istante. Sanno bene che, al di fuori del nanerottolo, che li ha sdoganati da quel perenne stato di ignavia, dando loro una insperata visibilità e sicurezza economica, ritornerebbero ad occupare quel limbo gelatinoso che, da tempo memorabile, li ha ospitati! Questa compagine ci citrulli e allocchi, è l’atto ufficiale di un terrorismo culturale e sociale, unico nella storia politica italiana.
    Chi sono i traditori?

    Gianni Tirelli

  6. gianni tirelli ha detto:

    APOLOGIA DI FASCISMO

    Gasparri, Alemanno, Matteoli e La Russa, sono lo spaccato di una categoria (sempre più in voga) di uomini monchi che, senza il “morso” del padrone, mito in cui credere, a cui obbedire e per il quale combattere, precipitano nel qualunquismo culturale e in un anonimo minimalismo socio-esistenziale. Servilismo e cieca obbedienza, sono le caratteristiche distintive di queste personalità.
    La svolta di Fiuggi, operazione ispirata dalla tesi di Domenico Fisichella nel 1992, suggerì al MSI Destra Nazionale di farsi promotore di una “alleanza nazionale” per uscire dallo stato di ghettizzazione politica in cui versava. Il Gasparri della situazione che, oggi, propone l’arresto preventivo dei manifestanti e tace sui parlamentari condannati in via definitiva, è la prova provata di quanto, lo sdoganamento politico di Fiuggi, sia stato del tutto ininfluente sulle originarie e, mai abiurate, convinzioni ideologiche del periodo fascista.
    Sono rimasto impietrito di fronte all’attacco squadrista in diretta tv sferrato dal ministro della difesa La Russa, ad “Anno Zero”, contro un giovane studente che esprimeva civilmente le sue ragioni. Ero incredulo, per tanto odio e immotivata ferocia, mentre, nel frattempo, la mia rabbia montava attimo dopo attimo e così la frustrazione da impotenza.
    “Il nostro ministro della difesa Ignazio Benito Maria La Russa, segretario regionale del Fronte della gioventù, è ritratto in una foto al fianco di Ciccio Franco, caporione della rivolta di Reggio, e con i leader del Msi milanese.” E’ un’immagine del 12 aprile 1973, nella manifestazione indetta dal Movimento sociale “contro la violenza rossa.” Furono lanciate due bombe a mano Srcm che uccisero il poliziotto Antonio Marino di 22 anni. La Russa e compagni si conquistarono la prima pagina de La Stampa di domenica del 22 aprile 1973. L’attuale ministro era indicato tra i responsabili morali del lancio della bomba che costò la vita all’agente. Vigliacco!!!!
    Alemanno, attuale sindaco di Roma, arrestato nel 1981 e condannato per avere picchiato con una spranga di ferro un ragazzo, in seguito ricoverato in ospedale – poi per avere lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’URSS e, da ultimo, per resistenza a pubblico ufficiale in una manifestazione contro l’America.

    Vederli adesso, confusi fra la folla scodinzolante di cortigiani ossequiosi, a mo di falange romana , offrendo il petto al nemico, compatti, a difesa del “Ducetto”, mi produce una tale pena, congiunta a disgusto e ad un senso di schifo, da vergognarmi di essere italiano. Se il piccoletto, non fosse stato il proprietario di un tale patrimonio e di reti televisive, nessuno di questi infamoni lo avrebbe mai preso in considerazione, neppure per un solo istante. Sanno bene che, al di fuori del nanerottolo, che li ha sdoganati da quel perenne stato di ignavia, dando loro una insperata visibilità e sicurezza economica, ritornerebbero ad occupare quel limbo gelatinoso che, da tempo memorabile, li ha ospitati! Questa compagine ci citrulli e allocchi, è l’atto ufficiale di un terrorismo culturale e sociale, unico nella storia politica italiana.

    Gianni Tirelli

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