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Un anno di Politica Pop: la classifica di Spinning Politics

Quando si parla di Politica Pop si hanno ancora le idee poco chiare. Qualcuno lo confonde con il più vecchio trash, altri ancora le più erudite affermazioni di Guy Debord. Siamo però di fronte ad una reale rivoluzione della politica e della comunicazione politica, che influenza i contenuti e trasforma il linguaggio, incidendo sulle rappresentazioni della politica e formulando inedite forme di costruzione della cultura e delle identità dei cittadini.

Come ben spiegano Anna Sfardini e Gianpietro Mazzoleni: “I politici non possono sottrarsi alle regole del gioco mediatico, e il pubblico mostra di gradire. Così la comunicazione politica è sempre più una costruzione mediale e la realtà politica, quella che la gente conosce e «consuma», è il prodotto della capacità del sistema della comunicazione di «costruire la realtà»”.

Il 2010 pare che abbia definitivamente contribuito all’affermazione di questo sistema complesso di comunicazione e linguaggio della politica, fornendo non pochi esempi attraverso i quali è possibile rileggere stilemi, tipologie, forme e codici della Politica Pop. Spinningpolitics, in collaborazione con Politicaonline, nell’augurarvi buon anno ha scelto i 10 video più rappresentativi del 2010 sui quali ci piacerebbe discutere – ma anche ridere e piangere – di trasformazione della comunicazione politica in Italia.

Per cominciare, al decimo posto abbiamo la rabbiosa ed emotiva risposta che Bersani ha prontamente dato a Travaglio durante una puntata di “Annozero”. Premiato soprattutto per la passione ma anche per la buona “interpretazione”.

Al nono posto abbiamo scelto lo scontro tra Maurizio Gasparri e Anna Finocchiaro che, durante una puntata di “Ballarò” sul tema della fiducia alla Camera, il capogruppo del Pd al Senato sbotta con un chiaro e semplice: Gasparri studia!!!

All’ottavo posto le prime schermaglie tra sostenitori del Pdl e uscenti finiani. Durante una puntata di “L’Ultima Parola” Lupi e Bocchino aprono le danze a quello che poi è stato l’epilogo votato il 14 dicembre scorso. Interessante notare che Lupi, intuitivamente, per tutto la querelle non fa altro che associare Bocchino a Travaglio.

Al settimo posto Angela Napoli, supportata da un tonico De Magistris, spiega all’on. Santanchè cosa significa vivere in Calabria combattendo la ‘ndgangheta. Un delizioso siparietto su un tema difficile che va osservato ed ascoltato con molta attenzione.

Al sesto posto un confronto tra Di Pietro e Bondi che, in tutta la sua ironia, ci mostra la differenza di stili, linguaggi e comunicazione tra due diversi mondi.

Il quinto posto va ad un maestro della prima pagina, Umberto Bossi, che durante una intervista a SkyTg24 mostra tutto il suo acume e la sua lungimiranza politica definendo l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini in questo modo.

A malincuore, il quarto posto va a La Russa (ma avrebbe meritato il primo per diversi motivi) che ad Annozero, mentre uno studente cercava timidamente di dire la sua sulle manifestazioni anti-Gelmini, emerge lentamente con affermazioni del tipo “quanto dura il comizio?” per arrivare in pochi secondi a chiamarlo “fifone e vigliacco”. Una vera perla.

Al terzo forse colui che più di tutti ha il merito di stare sul Podio. Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi che durante una conferenza stampa e in pieno caso “Ruby” chiosa con un semplice: “Meglio appassionato di belle donne che Gay”.

Il secondo posto va, con tutto il merito, a Massimo D’Alema che in una proverbiale replica a Sallusti (attuale direttore de Il Giornale), il quale cercava di legare Affittopoli al recente caso Scajola e la casa mai comprata, perdendo la sua aplomb per fiondarsi nel gotha della pop-politica nazionale con un indimenticabile: “Vada a farsi fottere!”.

Il primo posto va a noi cittadini che, pur inconsapevolmente, non facciamo altro che alimentare tale fenomeno, radicalizzandolo nei bar, nei bus, durante le discussioni con gli amici e legittimando ciò che poi, guardando la tv e storcendo il naso, finiamo tutti i giorni con il criticare. Ma questo primo posto va anche ai lettori che commentando e segnalando altri video arricchiranno la nostra, e la vostra, consapevolezza su dove sta andando la comunicazione politica.

Felice 2011 !

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