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Cittadini Digitali. L’agire politico al tempo dei Social media

COverCari tutti, è con molta gioia che vi annuncio l’uscita del mio libro. Si tratta del risultato di una riflessione partita tanto tempo fa e che oggi trova nei nuovi sviluppi “social” della politica una sua maggiore compiutezza. Infatti, dopo secoli di autonomia del politico dal sociale, la socialità torna a essere nuovamente inscindibile dalla sua intrinseca politicità e – per la sua dirompenza – il fenomeno è entrato a pieno titolo nella linea di riflessione politologica. Non si parte più da un’utopica trasformazione del cittadino in cittadino virtuale, ma da una nuova frontiera della socialità in Rete che produce un cittadino perfettamente integrato, a suo agio e consapevole del suo agire politico. È di questa novità che si inizia a nutrire la nuova politica online. Come i casi di Barack Obama e di Beppe Grillo testimoniano.

Il testo offre una lettura diacronica della democrazia ed un’interpretazione originale del caso Grillo.

DDK

Insomma leggetelo e fatemi sapere. Si accetta ogni critica, soprattutto in forma di pomodori e verdure di stagione :)

Pronto il programma del Piccolo Festival della Politica: anteprima il 31 agosto

pfdp2013-def-1La quarta edizione del Piccolo Festival della Politica, che ha come tema generale del 2013 “L’Italia nel primo anno dell’era grillina, tra populismo, innovazione e disincanto”, prende il via con un’anteprima, in programma il prossimo 31 agosto a Sant’Agata de’ Goti, e dedicata all’analisi e alle prospettive poltico-sociali legate all’espansione territoriale, elettorale e parlamentare del  Movimento 5 Stelle.

Il PFP 2013, dilata i propri confini geografici, ospitando i singoli convegni pomeridiani non solo nel centro storico di Sant’Agata de’ Goti ma, in parte, anche a Telese Terme.

A completare il puzzle del cartellone di questa quarta edizione che prende ufficialmente il via lunedì 2 settembre, c’è la mostra filatelica “la storia politica d’Italia nei francobolli postali”, le presentazioni editoriali e  il workshop sulla comunicazione politico – elettorale, le cui iscrizioni , almeno per chi intende partecipare ad una delle dieci borse di frequenza da 150,00 euro, scade il prossimo 24 agosto.  Per iscriversi ovviamente gratuitamente è necessario inviare la domanda di partecipazione all’indirizzo bando@piccolofestivaldellapolitica.it.

Tra i docenti che hanno confermato la loro partecipazione al workshop ci sono Nicola Formichella, Nicola Borrelli, Luigi Massa, Rossana De Rosa, Tommaso Ederoclite e Jacopo Rodeghiero, Diego Lazzarich, Luigi Famiglietti e Andrea Paolillo.

Info e Ufficio Stampa

0823.1892090 / 335.7787028

Out of the Fishbowl. I racconti di Lucilla Fuiano ora in un libro

OutOfTheFishbowl-copertina«L’anima, sotto forma di prodotto, da che mondo è mondo interessa solo al diavolo. Che cosa sia attualmente la situazione editoriale, specie della narrativa, è sotto gli occhi di tutti. Ci saranno – così è sempre stato e dobbiamo sperarlo – tempi migliori.

Non abbiamo amarezze, tuttavia: il piacere di raccontare è figlio di un’altra stagione che in quelli come noi, come Lucilla, avventurosamente è ancora vivo. Lei voleva che i suoi racconti potessero respirare anche fuori dalla boccia dei pesciolini rossi. Ed eccoli». 9 maggio 2013 Stella Cervasio

Out of the Fishbowl sarà presentato a Napoli, il 9 settembre alle 17,30 presso il Palazzo Serra di Cassano. È possibile richiedere informazioni o  copie del volume all’indirizzo e-mail: racconti.outofthefishbowl@gmail.com

La comunicazione politica tra prassi e teoria

Nell’ultimo ventennio, l’attenzione verso la comunicazione politica è cresciuta vertiginosamente in funzione dell’importanza strategica riconosciutale nell’influenzare l’elettorato e, di conseguenza, i rapporti di forza all’interno dello scacchiere politico.
La triangolazione tra politica, media e cittadinanza è divenuta oggetto di studio di vari ambiti disciplinari accademici: politologi, sociologi, esperti di mass media, linguisti e storici, seppur da prospettive diverse, hanno contribuito a rinverdire i fast dell’ars oratoria d’età classica.
Con l’avvento dell’era del Web 2.0 e l’esplosione dei cosiddetti media conversazionali, la discussione sulla comunicazione politica si è estesa dalle aule universitarie ai blog e social network, nuovi fori virtuali nell’era di un umanesimo elettronico che ha riportato il cittadino al centro dell’universo politico, con conseguenze ancora tutte da scoprire.
Se ne parlerà lunedì 27 maggio presso il Campus di Fisciano.

Scarica il programma.

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Movimento Cinque Stelle: non è male ciò che appare

MoVimento5Stelle_TimeCurioso. Il 2013 è l’anno europeo del cittadino. Non poteva iniziare con un’affermazione più clamorosa, con la  vittoria che  il verdetto delle urne ha consegnato nelle mani dei cittadini a 5 Stelle. Una vittoria intepretata dai più come uno tsunami elettorale che ha spazzato parte della vecchia classe politica e ha consegnato il Paese all’ingovernabilità. Io però mi sono fatta un’altra idea.

Parto da una considerazione personalissima: il Movimento Cinque Stelle non è antipolitico né populista. E’ un movimento contro-democratico, nel senso in cui Rosanvallon (Controdemocrazia. La politica nell’era della sfiducia, 2005) intende la contro-democrazia, non come  il contrario della democrazia, ma come una «forma di democrazia che contrasta quella tradizionale, della democrazia dei poteri indiretti disseminati nel corpo sociale, della democrazia della diffidenza organizzata che fronteggia la democrazia fondata sulla legittimità elettorale». La contro-democrazia non è quindi scindibile dalle istituzioni democratiche legali, anzi ne rappresenta la loro valorizzazione, intende porsi come un argine alla mortificazione delle istituzioni e, in particolare, del parlamento, luogo in cui si esprime la rappresentanza e si esercita la sovranità popolare.

E’ questo in effetti il punto chiave del discorso grillino: la morte del parlamento per mano dei partiti che lo hanno occupato e dei governi che lo hanno bypassato sistematicamente nell’arco degli ultimi venti anni, legiferando a colpi di fiducia, decreti d’urgenza, strappi, compra-vendite, baratti. Senza mai procedere sul piano delle riforme istituzionali per dare maggiore efficacia al processo legislativo. Anzi  eliminando le preferenze dalla scelta elettorale, hanno di fatto trasformato l’accountability in disciplina di partito. Siamo così velocemente approdati ad una “democrazia senza popolo”, ridotta all’ombra di sé stessa, deformata da uno specchio  che ci rimandava l’immagine abbrutita di noi stessi: zombi impegnati tutto il tempo a legiferare per sé non per tutti, svendendo la dignità del Paese in cambio di un proprio tornaconto e preferendo l’uovo di oggi alla gallina di domani; lo spettacolo di una classe politica che, con arroganza, ha dato vita al sacco del nostro territorio e delle sue risorse, senza pudore né vergogna.  Gli scandali del Lazio e della Lombardia sono  solo gli ultimi di una lunga scellerata sequenza. Continua »

Berlusconi o Santoro? Ma davvero davvero?

Sì l’ho visto anche io, impendendo a mia figlia di monopolizzare per una sera la TV con le sue scelte da bambina spensierata. Mi sono sintonizzata su La 7 sperando nella clemenza del digitale terreste (verso il quale nutro un odio profondissimo) sorbendo l’ultimo quarto d’ora di Lilly Gruber con uno (posso dirlo?) splendido D’Alema e un altrettanto godibilissimo Stefano Folli. Guardandoli ed osservandoli pensavo alla “tempra politica”, a quella speciale  resistenza ottenuta attraverso un rodaggio costante e duro negli ambienti politici e istituzionali più vari, spesso  avversi. Nutro una profonda ammirazione per coloro che l’acquisiscono e che riescono a passare nel fuoco come salamandre. Poi la pubblicità ed infine la sigla. Granada? Ma perchè Santoro attacca così? Mia figlia protesta al primo accenno di sigla, non coglie la metafora, ma si illumina quando le ricordo la visita a Placa de Toros e la storia di Manolete, il torero che perse la vita pur di finire il toro e non perdere l’onore nell’arena.  Due secondi di perplessità. Poi è tutto chiaro: il messaggio è “Signori oggi  ci divertiamo, questa è una trasmissione semiseria, #sapevatelo!”

E’ dunque questo il registro scelto da Santoro? trattare Berlusconi come un fenomeno da barraccone trasformando ServizioPubblico in un momento di avanspettacolo? Scelta forse discutibile, mi dico, ma per certi aspetti comprensibile. Santoro crede che mettendolo in ridicolo non  consentirà ad un illusionista della comunicazione  di utilizzare la sua trasmissione come predellino politico-elettorale. E’ questo il suo timore. Incorniciando tutta la trasmissione come trasmissione semiseria (sigla,  posizionamento sedia…) non c’è il rischio che gli argomenti di Berlusconi vengano poi recepiti e interpretati come argomenti o contro-argomenti corretti. In altri termini, Santoro ha giocato molto – e forse soltanto -  sulla sua possibilità di determinare il contesto di riferimento, fornendo agli spettatori una precisa cornice di senso: signori, stasera  ospitiamo un buffone, un uomo che non merita la nostra attenzione, qualunque cosa egli dirà prendetela come una boutade.

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Un anno fa la scomparsa di Lucilla Fuiano

lucilla fuianoDella morte di Pierpaolo Pasolini ricordo sempre la frase che ebbe a dire sua cugina: con lui intorno si sentivano tutti più intelligenti e la sua perdita li aveva privati anche di questa intelligenza riflessa. Accade quando una persona impregna di sé e dei suoi pensieri la vita di chi gli sta intorno e – senza nemmeno rendersene conto – la impreziosisce e la rende più interessante. Ci si sentiva così ad avere intorno Lucilla Fuiano che, con la sua discrezione ed il suo acume, attribuiva senso a pensieri spesso  espressi senza il necessario strumentario di approfondimento e riflessione. Capitava quindi che le sue richieste di chiarimento venivano accolte con un generale senso di spiazzamento cui seguiva uno sforzo di messa in ordine e pulizia del pensiero, talvolta anche con una maggiore capacità di  astrazione. La sua curiosità non era mai di maniera, ma disvelava un sincero interessamento verso l’altro e la sua argomentazione. Come se si aspettasse di non essere delusa dalla conversazione fino a tirare fuori il meglio da questa. Per questo dopo ci si sentiva più intelligenti e le si era grati di questa sensazione di profondità. Accadeva tutto senza sforzo e con leggerezza. Di lei mi manca questo, e mi manca anche di me.

Alla faccia della discontinuità

In questa campagna elettorale senza politica il dibattito tra i candidati verte, in una maniera che definirei maniacale, sul tema della discontinuità. I quattro principali contendenti se le menano di santa ragione accusandosi reciprocamente di connivenza con le amministrazioni precedenti.
Con le fila infarcite di ex politici e grandi elettori del centrosinistra, oltre che di condannati con sentenze passate in giudicato per pene maggiori di due anni, Lettieri sbandiera la sua formula: “il centrosinistra ha fallito, ora si metta alla prova una nuova classe dirigente”. Un ragionamento che in astratto non farebbe una piega, se non ci fosse la proteiforme e trasformistica politica napoletana a complicare maledettamente le cose. Morcone dal canto suo chiede la fiducia degli elettori sulla base della sua comprovata esperienza istituzionale estranea ai partiti politici e alle vicende della città. Ma è davvero difficile far dimenticare che una sua vittoria ricollocherebbe al centro della coalizione di governo il partito maggiormente responsabile dello sfacelo di questi anni e che ha dato un penoso spettacolo di sé nelle recenti primarie.
De Magistris invece affronta baldanzoso il tema dal quale pensa di ricavare il massimo vantaggio. Se potesse si giocherebbe il jolly in questa prova. Peccato che il partito di cui è uno dei principali leader nazionali venga da dieci anni di sostegno incondizionato all’amministrazione Iervolino. E che non più tardi di un anno e mezzo fa, con un’azione degna del più verticistico partito-azienda, abbia preteso da un consigliere comunale del proprio partito il ritiro di una mozione di sfiducia verso la stessa giunta Iervolino, che oggi, più di tutti gli altri, pretende di mettere al rogo. Continua »

Forza Camorra

Ce lo siamo chiesto in tanti e in molti – leggendo Gomorra – si sono detti che mancava proprio il capitolo più importante: l’intreccio tra le persone, gli uomini della camorra e i partiti e, ovviamente, gli uomini di partito.
Per carità, lo sforzo di Saviano va apprezzato e bisogna costatare che in questi anni l”‘eroe casalese” ha spesso sottolineato – con non poche polemiche – che gli interessi economici degli apparati criminali sono da ricercare proprio nei rapporti con i partiti.
Ciò che manca però alla letteraturra di settore è una seria mappatura delle persone che – direttamente e indirettamente – hanno interessi economici con una delle più feroci organizzazioni criminali mondiali.
Il rapporto tra il potere e le organizzazioni criminali a Napoli non è cosa nuova, anzi, come spiega Barbagallo nel suo (ottimo) libro - Storia della camorra, Editori Laterza…continua su Linkiesta

Cercasi leaders disperatamente

Dopo l’intervista a Walter Veltroni pubblicata dal Foglio è inevitabilmente ripresa la discussione sul giro di leaders che dovrebbero aprire una nuova stagione per il Pd.
Le dichiarazioni dell’ex segretario parlano chiaro: dopo le elezioni bisogna aprire una discussione sulle sorti del partito. L’intervista, rimbalzata su quasi tutti i media generalisti, è stata incorniciata come una ennesima spaccatura che, a poche settimane dalle amministrative, è sembrata inopportuna, o quantomeno fuori luogo.
Ma in questa ennesima richiesta di riordino del partito si avverte con forza la volontà, il desiderio di ritrovare una leadership forte che, a detta di Veltroni, appare perduta. Continua su Linkiesta

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