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19/10/2004

Ancora uno sguardo al web dopo l’ultimo dibattito

Evelina Bruno, ore 12:31 pm

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Dopo il terzo ed ultimo dibattito televisivo tra i due candidati maggiori che si ? svolto in Arizona moderato da Bob Schieffer di CBS news, entrambi i siti ufficiali riportano a grandi lettere la vittoria del “proprio” candidato. Anche se la stampa e i sondaggi pi? accreditati (CNN, CBS, MSNBC, etc) hanno dato come vincitore Kerry. Cos? gi? all’indomani del dibattito, e sull’onda dei dati positivi dei sondaggi, lo staff dei democratici sembrerebbe essersi finalmente svegliato da un lungo torpore: il sito si mostra totalmente rinnovato nei contenuti e anche, parzialmente, nell’immagine. Non pi? foto ufficiali di un Kerry annoiato e serioso, ma un ritratto di famiglia in cui si mostra allegro e sorridente accanto alle sue donne. Ampio lo spazio per il nuovo inserto multitematico, in stile pubblicitario, intitolato “W sta per wrong”, in cui si dimostra come sotto Bush W. non ci sia stato posto (o ci sia stato quello sbagliato) per le donne, l’economia, i diritti civili, l’ambiente.
Ancora tra i contenuti: non pi? resoconti dettagliati dei lunghi viaggi elettorali, n? difese dagli attacchi repubblicani, ma puntuali comparazioni delle affermazioni di Mr president prima e dopo la campagna elettorale; in questo modo, si evince che anche le sue posizioni non sono sempre coerenti e anche Bush appare come un politico “flip floppante”. Sempre dalla home-page di Kerry, resoconto-confronto completo dei sondaggi che lo danno vincitore, lunga carrellata di affermazioni anti-femministe da parte di Bush, dati e cifre sulla cattiva gestione del bilancio pubblico da parte del ticket repubblicano, elenco dei venti “miti” (leggi “bufale”)dell’amministrazione Bush.
Lo staff democratico ? dunque passato all’attacco sapendo che non gli resta poi tanto tempo per segnare un decisivo vantaggio su Bush. Finanche lo slogan degli avversari “you can run but you can’t hide” che Bush ha citato per ben due volte nel corso del secondo dibattito, ? stato fonte di ispirazione per una nuova strategia di comunicazione, pi? aggressiva ma comunque precisa, in cui Kerry sembra finalmente “correre” e non nascondersi dietro l’ingombrante figura di Bush. Infatti, almeno nel web, Kerry non sembra pi? intimidito dall’affrontare il presidente uscente, ma appare estremamente convinto (com’? giusto) di poter sfruttare a proprio vantaggio tutte le manovre sbagliate della passata amministrazione.
Dall’altra parte, Bush non sembra battere in ritirata, nonostante abbia i consensi in calo: Rove, l’uomo chiave della sua campagna, conosce bene le carte e le cartucce da giocare. Sul sito di Bush, infatti, si legge il resoconto completo del dibattito,e si confrontano le affermazioni di Kerry, ma in un contesto di significato pre e post 11 settembre. Inoltre, campeggia in home page un’enorme foto di Bush e signora acclamati dalla folla, sotto il titolo “FINISHING STRONG. BUSH WINS WITH CLARITY E CONVINTION”: parole evidentemente non scelte a caso che enfatizzano le (uniche) due doti che gli americani hanno potuto evincere dal dibattito, almeno stando ai sondaggi.
Chi per? ha qualche dimestichezza con il sito web di Bush si accorge subito che un cambiamento c’? stato ed anche notevole: meno spazio per le accuse dirette all’avversario, e maggiore enfasi sui contenuti oggettivi che - a partire dalla trascrizioni di discorsi - sembrano per la prima volta in un mese di monitoraggio del sito, superare gli slogan e la pubblicit? elettorale.
Insomma, in un continuo gioco di inseguimenti, stavolta Bush prende tempo, quasi a voler imitare il suo avversario liberal. Non sar? che poi i candidati tanto diversi non sono?

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